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giovedì 5 maggio 2016

Leto, levar di pan duro, levar il corpo di grinze

Leto, leva l'unto, levar di pan duro, levare il corpo di grinze, levare il fumo alle schiacciate, levare i' pizzicore, levare il vin dai fischi. Sono sicura che anche se in altro modo anche voi conoscete questi motti con cui potrete lasciare di stucco i vostri interlocutori.


LETO: sporco di sterco, in Lucchesia

LEVA L'UNTO: smettila, falla finita! Lo dicono a Pisa e a Livorno

LEVAR DI PAN DURO: mangiare molto e con grande appetito, non lasciando, cioè, tempo al pane di diventare duro in casa

LEVARE IL CORPO DI GRINZE: fare una scorpacciata, tanto da far tendere la pelle della pancia


LEVARE IL FUMO ALLE SCHIACCIATE: essere molto furbo; abile. Il modo di dire cambia sostanzialmente se a "levare" si sostiuisce "rubare": RUBA IL FUMO ALLE SCHIACCIATE chi è avido, tirchio.

LEVARE I' PIZZICORE: far passare a qualcuno la voglia di qualcosa usando mezzi drastici. E' un modo di dire che ha implicita una certa minaccia

LEVARE IL VIN DAI FIASCHI: decidersi; finire una cosa lunga e noiosa; risolvere una faccenda; chiarire definitivamente un fatto, dato che finchè il vino sta nel fiasco tutte le ipotesi sulla sua qualità possono essere fatte. A Pisa dicono, con lo stesso significato, "Levà l'oglio da' fiaschi".

martedì 1 marzo 2016

Bruciaculo, bruciar pagliaccio, bucaiolo, buci | Paole e verbi in disuso

BRUCIACULO: è un po' meno delle emorroidi (in genere la "C" non viene pronunciata: bruciaùlo). A Pisa e a Livorno, nonostante la sua precisa localizzazione del bruciore, il sostantivo si usa per pizzicore in genere, magari nel linguaggio scherzoso: "Ni viense 'r bruciaulo al naso".

BRUCIAR PAGLIACCIO: mancare a un appuntamento, a un impegno; mancare di parola. Il modo di dire deriva dalla vecchia usanza di portare in giro durante il carnevale, un fantoccio di paglia per far ridere la gente: il pagliaccio prende fuoco, il diventimento è finito.

BUCAIòLO: pederasta. E' usato soprattutto come offesa generica, non necessariamente con riferimento sessuale. Bucaiòlo è uno di cui non ci si può fidare. A Firenze si ricorda ancora una rivista goliardica del dopoguerra il cui titolo era "Buche e aiòle", ma il giardinaggio no c'entrava per nulla.

BùCI: zitto! Acqua in bocca! Silenzio! E' un modo di dire fiorentino che molti ritengono recente (lo si ritrova nella commedia vernacola di Càglieri e Spadaro La zona tranquilla del 1946), invece è assai vecchio e citato in testi del secolo scorso

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