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martedì 8 settembre 2015

Le bacche di Maqui il nuovo superantiossidante

Di recente sono diversi i supercibi che si sono diffusi per le loro proprietà nutrizionali e le sostanze preziose in esse contenuti. Fra questi le bacche di Maqui, forse ancora non molto conosciute in Europa ma molto usate nel loro paese di origine: l'America Latina. Il nome botanico della pianta che le produce è Aristotelia chilensis assai diffusa sia in Cile che in Argentina. Questa pianta produce delle bacche molto scure, violacee, lontanamente simili per forma ai mirtilli.

Il loro colore scuro è indice dell'alto contenuto di antociani che hanno un alto potere antiossidante. Degne di menzione (fra gli antociani) sono le le delfinidine,  flavonoidi sfruttati dai vegetali per combattere le radiazioni ultraviolette del sole. E sono proprio le delfininidine a dimostrare peculiarità antiossidanti e  un potere antibatterico contro agenti patogeni vegetali.Inoltre le bacche di Maqui contengono vitamine, in particolare dei gruppi E e B. Vediamo quali sono gli usi.

Grazie al contenuto di vitamina E sono utili a prevenire tutti i problemi dovuti all’invecchiamento e all'azione dei radicali liberi, dalla cura della pelle alla caduta dei capelli. Le applicazioni di questa pianta, tuttavia, non si limitano a questi unici campi.

Per il contenuto di antocianine inoltre le bacche di Maqui potrebbero contrastare la formazione del colesterolo dannoso. A livello estetico (sono già in commercio alcune creme naturali che fra i principali ingredienti hanno proprio le bacche di Maqui oltre a quelle di Goji), sono ottime per migliorare la consistenza e tonicità della pelle.  Al momento sono in divenire alcuni studi sugli effetti interni all'organismo, fra questi il potere preventivo contro la formazione o lo sviluppo di cellule tumorali, tuttavia a oggi non sono state rilevate conferme in questo senso. Le bacche hanno rivelato anche un leggero potere antinfiammatorio, in particolare nei confronti delle prime vie respiratorie.

Per ciò che concerne gli effetti collaterali, ci sono studi in corso, anche se è stato messo in evidenza un certo potere astringente. E' buona norma quindi farsi consigliare da un esperto in merito alle dosi e comunque è sempre bene consultare un medico, soprattutto nel caso si stiano seguendo terapie farmacologiche.


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