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mercoledì 23 dicembre 2015

La fine del mondo per i vichinghi

Del calendario Maya e della fine del mondo secondo questa antica civiltà precolombiana abbiamo sentito molto parlare, e su questo tema sono state fatte ipotesi e teorie. Chi come me è un appassionato di misteri e di civiltà antiche non si ferma ad una valutazione univoca, ma va a cercare altre impronte comuni anche in altre civiltà.


Non dimentichiamo che vi sono miti comuni a tutte le civiltà del mondo ed è molto interessante confrontarli. Uno di questi è 'Ragnarök', il giorno della fine del mondo che secondo la mitologia norrena dei vichinghi si sta avvicinando rapidamente. E' questo un tema che affascina l'uomo da sempre. In un certo senso è come se fosse insita nell’umanità la consapevolezza che tutto ha una fine e che la  storia dell'uomo si dirige verso un completamento. Vi sono psicologi che ritengono che questo mito, la fine del mondo, sia generato dalla  delusione ingenerata dal fatto che il progresso sociale e tecnologico,  non è stato in grado di realizzare le sue promesse di uguaglianza e benessere. Da qui, la voglia di rottura e di discontinuità con una realtà non in grado di generare felicità e senso. Secondo il mito delle antiche popolazioni vichinghe la data considerata come la fine della storia umana sarebbe stata il 22 febbraio 2014 (ma noi siamo ancora qui).

Secondo la leggenda, Ragnarök (destino degli dei),  avrebbe preso il via con il suono del corno del dio norreno Heimdallr. Si racconta che alla fine dei tempi, le forze del caos (disordine) primordiale, sotto la guida di Loki, spezzeranno le loro catene e prenderanno il sopravvento sul cosmo (ordine), dando via alla battaglia finale. I segni della fine saranno individuabili nella elevata immoralità dell’umanità: i fratelli si combatteranno l’un l’altro per uccidersi; nessun uomo avrà pietà per l’altro uomo. Si sentirà di unioni aberranti tra fratelli e sorelle, e tra genitori e figli; la prostituzione sarà ampiamente diffusa.

In base alla leggenda, fra i segni premonitori dell’Apocalisse ci sarà l’avvicendarsi di tre inverni gelidi, uno dietro l’altro. Il Sole si oscurerà  divorato dal lupo Skoll, mentre suo fratello Hati si ciberà della Luna. Cadranno le stelle  e la terra piomberà nell’oscurità eterna. Si susseguiranno terremoti , il mare si riverserà sulla terra e il cielo sarà macchiato di sangue. Le due forze contrapposte si annienteranno a vicenda, distruggendo con loro l’intera creazione. Dalle sue ceneri, tuttavia, risorgerà un nuovo mondo, prendendo il principio da una nuova coppia superstite della battaglia, Líf e Lífþrasir, ricominciando così un nuovo ciclo di ascesa e decadenza (e qui da ricordare il mito del diluvio universale secondo i greci, quello di Deucalione e Pirra).  


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