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mercoledì 21 ottobre 2015

Credo quia absurdum

Siamo sempre lì, alla geometria, e alle dimostrazioni per assurdo. Ho odiato quei teoremi anima e corpo, non perchè non li capissi, ma semplicemente perchè erano arzigogolati come le matasse intrigate, come i fusi rotti, come i nodi gordiani. 

Avere un po' più di semplicità era chiedere troppo? Ipotesi, tesi, dimostrazione.....ma cos'era un delirio da meningococco?

Credo quia absurdum: credo perchè è assurdo. Frase usata sia dai credenti, per difendere le loro convinzioni, sia dagli atei per rimproverare ai credenti l'irrazionalità della loro fede. Non è in nessuno scrittore cristiano; viene fatta derivare da una frase di Tertulliano, credibile quia ineptum est (E' credibile appunto perchè illogico).

sabato 26 settembre 2015

Affirmanti incumbit probatio

Questo adagio viene direttamente dalle norme giuridiche latine, ed è in uso ancora oggi, la sua continuità nel tempo è rimasta immutata.
Affirmanti incumbit probatio:l'onere della prova spetta a chi afferma,  esprime un principio giuridico vigente ancora oggi: è compito di chi accusa portare le prove delle proprie affermazioni, non di chi si difende. 

 Precedenti di tale principio si possono riscontrare nel Digesto (22, 3, 2), in cui si leggono le parole di Paolo: Ei incumbit qui dicit, non qui negat (spetta a chi dice, non a chi nega). Anche nel Corpus iuris civilis (4, 19, 23) si legge una disposizione valida sia per Diocleziano sia per Massimiano, che esprime proprio tale principio: Actor quod adseverat probare se non posse profitendo reum necessitate monstrandi contrarium non adstringit, cum per rerum naturam factum negantis probatio nulla sit. (l'accusatore, dichiarando di non poter provare ciò che afferma, non può obbligare il colpevole a mostrare il contrario, perché, per la natura delle cose, non c'è nessun obbligo di prova per colui che nega il fatto). 

 Questo concetto viene talvolta usato dagli atei per dimostrare l'inesistenza di Dio o, per meglio dire, l'indimostrabilità della sua esistenza: in un dibattito teologico, è colui che afferma l'esistenza di una o più divinità a cui tocca il compito di dimostrare la verità della propria affermazione.
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