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domenica 5 luglio 2015

Bada a come pensi, un consiglio a settimana per migliorare la propria vita e quella altrui

I pensieri sono qualcosa di vivo. Dobbiamo ascoltare i nostri pensieri e prendere in esame come influenzano noi e chi ci circonda. 
  • Molto spesso i pensieri si trasformano in giudizi. Durante questi sette giorni prestate attenzione a ciò che pensate e a come i vostri pensieri e i giudizi che ne ricavate, si traducono in azioni. Mi raccomando: distinguete sempre ciò che credete sia vero da ciò che sapete essere vero.
  • Il nostro modo di ragionare è umano e in quanto tale imperfetto. Di conseguenza, non tutti i nostri giudizi sono corretti. Ricordate: in qualunque circostanza è opportuno non saltare alle conclusioni. Prima di formulare un giudizio affrettato fermatevi, fate un passo indietro e imparate a concedere sempre il beneficio del dubbio
  • I pensieri hanno un potere molto grande e la loro energia è in grado di esercitare un'influenza enorme su di voi e sugli altri. 
  • Ciò che pensate si riflette in maniera inevitabile sui vostri comportamenti. Se formulate un pensiero negativo, agirete di conseguenza. Se invece la vostra mente è ispirata da sentimenti positivi. Essi traspariranno dai vostri gesti. 
  • Riflettete: in genere avete un atteggiamento positivo e tendete ad essere pessimisti?
  • Inviate ogni giorno tre pensieri positivi all'universo. Che sia sempre lo stesso pensiero o tre differenti , l'importante è che teniate bene a mente che in qualche modo l'universo ascolta e le vibrazioni arriveranno ovunque desideriate.
  • Pensate positivo! Riempite la mente di buoni propositi e riceverete in cambio piacevolissimi doni. Dimostrate positività attraverso i vostri pensieri, attirate energia positiva nella vostra vita.

Gli oli essenziali, modalità d'uso, assunzione per via orale

Le essenze naturali sono sostanze molto potenti che vanno impiegate seguendo delle indicazioni ben precise. Le vie di somministrazione sono essenzialmente due: la via interna, cioè l'assunzione orale, e la via esterna, attraverso l'assorbimento epidermico, per inalazione, bagni ecc.....


Assunzione per via orale: l'assunzione orale senza il controllo di un medico è sconsigliata; infatti il contatto delle essenze con le delicate mucose digestive può essere irritante, inoltre i dosaggi vanno calibrati con cura per evitare il rischio di intossicazioni acute e croniche. Il dosaggio delle essenze per via interna è in media di 3 gocce per ogni somministrazione, per un totale massimo giornaliero che oscilla tra le 5 e le 20 gocce, a seconda delle essenze usate, da assumere prima o durante i pasti.

L'assunzione per via orale va presa in considerazione soltanto quando sia necessario, e cioè nella cura vera e propria di alcune malattie, mentre la prevenzione, la stimolazione e la vitalizzazione del corpo si otterranno preferibilmente con la'pplicazione per via esterna, mediante bagni, frizioni, e massaggio, con la diffusione nell'aria e con la stimolazione olfattiva, modalità comunque molto efficaci. Gli oli essenziali saranno somministrati per via orale soltanto somministrati per via orale soltanto attenendosi alle seguenti regole.

Con conoscenza e coscienza: meglio quindi affidarsi ad un medico aromaterapeuta, perchè ci sono alcune essenze che possono essere tossiche se assunte improriamente, inoltre vi possono esseredelle controindicazioni sull'uso di alcune delle essenze da parte di certi individui e così via. Bisogna sfatare la credenza per cui se un rimedio è naturale non può far male. I più potenti veleni sono proprio di derivazione vegetale! Occorre avvicinarsi all'affascinante mondo delle cure maturali con reale interesse, rispetto, amore, ma anche con la necessaria accortezza.

Rispettando le dosi corrette: le dosi medie sono di 1-3 gocce miscelate in un cucchiaino di miele vergine integrale, da far sciogliere lentamente in bocca. Questo è il modo migliore per assimilare gli oli essenziali. Per le essenze particolarmente pungenti, dopo averle sciolte nel cucchiaino di miele, diluire in un dito di acqua tiepida. Oppure da 1-3 gocce in un bicchiere di acqua calda o di tisana (versare le gocce immediatamente prima di bere per evitarne la dispersione). Oppure da 1-3 gocce poste sul dorso della mano (meglio se la di sopra della fossetta situata alla base del pollice, corrispondente ad un importante punto energetico lungo un meridiano di agopuntura). Questa modalità, e cioè l'assunzione degli oli essenziali puri, va utilizzata esclusivamente per quelli più delicati e meno pungenti.

La posologia media è di 1-3 gocce per ogni somministrazione, da ripetere da 2 a 5 volte al giorno. Il periodo di cura va da alcuni giorni a circa 3 settimane, per lo stesso olio o mix di oli. I cicli possono essere rinnovati, dopo un intervallo di 7-10 giorni, cambiando olio o mix.
Unicamente quando sia strettamente necessario: cioè, come abbiamo visto, solo nella cura vera e propria di alcune malattie.


Maturità e disidratazione: gli effetti sul cervello sono simili a due mesi e Alzheimer

La giusta idratazione può aiutare i ragazzi che devono affrontare la maturità. E' vero contano molto l'impegno e la costanza, ma da alcuni studi è emerso che la scarsa idratazione influisce in maniera negativa non solo sulle performance fisiche ma anche su quelle cognitive. Per darvi un'idea sappiate che la perdita di un solo litro di acqua, disidrata il tessuto cerebrale producendo effetti simili a quelli evidenziati dopo 2 mesi e mezzo di malattia di Alzheimer.


Se ricordate avevo parlato qualche tempo fa di uni studio della Loughborough University in cui si evidenziava che la disidratazione fa calare drasticamente l'attenzione degli automobilisti portandoli a commettere lo stesso numero di errori di chi è in stato di ebbrezza, quindi provate a riflettere su quanto la disidratazione possa incidere sullo studio. Il cervello è costituito per l’85% da acqua, fondamentale nei tessuti ad alta attività metabolica: ne consegue che una disidratazione anche moderata, porta a stanchezza, riduzione di concentrazione,  mal di testa e rallentamento nell’esecuzione di compiti semplici.


Perciò per aiutare i ragazzi a sostenere questo stressante periodo con la giusta idratazione bastano pochi accorgimenti, che tra l'altro sono anche una buona abitudine:
- portare sempre con sé una bottiglietta d’acqua, in biblioteca per gli ultimi ripassi, o sulla scrivania di casa, fino ai corridoi della scuola in attesa del proprio turno per l’esame - bere spesso (almeno ogni ora), e senza aspettare di sentire lo stimolo della sete.
- in particolare sono indicate le acque ricche di minerali, per reintegrare i sali persi con il sudore, fra cui  il calcio poichè stimola la trasmissione degli impulsi nervosi e utile a favorisce i processi cognitivi.


sabato 4 luglio 2015

Gli oli essenziali, l'olfatto

L'olfatto è l'attività sensoriale sollecitata dagli oli essenziali. la sostanza aromatica che si effonde nell'ambiente con un processo di espansione viene colta dall'uomo con un gesto di interiorizzazione e di raccoglimento, cosicchè le sottili qualità della sostanza si trasmettono a colui che le percepisce. La percezione olfattiva è qualcosa di estremamente sottile, che si collega con gli stati psichici

L'azione dell'olio essenziale può in questo caso essere intesa come una vibrazione energetica, che agisce al di là del piano fisico. L'aroma terapia, sollecitando il senso del l'olfatto, così antico e sottile, può essere un utile tentativo per superare il materialismo e per collegarsi con il piano spirituale. Affinchè gli odori vengano percepiti, è necessario che l'aria inalata, contenente le molecole volatili, raggiunga la parte superiore delle cavità nasali, dove si trovano le fibre nervose dei neuroni olfattivi . Queste cellule nervose, una volta sollecitate dalle molecole odorose, trasformano l'energia chimica in impulsi elettrici che vanno a stimolare i centri olfattivi dei bulbi. Da qui il messaggio olfattivo viaggia verso le altre regioni del cervello, dove vengono elaborati i dati acquisiti e hanno sede le reazioni emotive. 

A differenza degli altri sensi le stimolazioni olfattive sono le sole a passare direttamente nella corteccia cerebrale, senza subire il filtro di un centro recettore, chiamato talamo. 
Questo spiega come mai un odore o un profumo possa evocare istantaneamente ricordi estremamente vividi di esperienze anche molto lontane: più che un ricordare, in questi casi si tratta quasi di rivivere l'esperienza antica, che si riaffaccia prepotentemente, annullando le distanze spazio temporali. 
Il ricordo scatenato da un odore è quindi molto più intenso di quello evocato da un'immagine o da un suono: la percezione di un odore contiene in sè tutta l'energia di una realtà esistenziale.

Per rendere l'odorato più acuto è utile annusare il basilico, sotto forma di pianta, se possibile, o come essenza. Nella scala evolutiva, l'apparato olfattivo rappresenta l'organo sensoriale più antico. Nell'uomo esiste ancora un rapporto stretto tra stimolazione olfattiva e sfera sessuale: un profumo o l'odore emesso da un corpo possono indurre attrazione o repulsione.  Aromi e profumi sono entrati nella storia dell'uomo, che ne ha sfruttato la magia persuasiva ed evocativa, spaziando dal sacro al profano: dagli incensieri ardenti davanti agli altari degli dei, alla ricerca delle composizioni aromatiche per aumentare il fascino e l'attrattiva. L'olfatto è quindi legato contemporaneamente alla carne e all'anima; è vicino all'istinto e all'inconscio, all'interno di una dimensione sottile dell'esistenza; così come ha il potere di rievocare il passato, allo stesso modo può risvegliare energie creative profonde e riportare il contatto con le forze che animano l'immaginario; seguendo questa scia odorosa, i profumi delle essenze così carichi di una loro potenza intrinseca e di valenze simboliche ed energetiche, possono aiutare l'uomo di tutti i tempi a ritrovare autenticamente se stesso e ad aprirsi a nuove possiblità espressive. 

Plutarco descriveva così gli effetti del kyphi, un celebre profumo egizio:
Si spande un odore soave e salubre che cambia lo stato dell'aria. Quest'odore si insinua nei corpi attraverso il respiro, li distende in modo dolce e lento, li invita al sonno e diffonde attorno a sè un delizioso benessere. Le preoccupazioni quotidiane, che sono penose catene perdono il loro dolore e la loro intensità; ci si intorpidisce e rilassa senza ricorrere all'ubriacatura. Agendo anche sull'immaginazione, facoltà così potente nel sogno, queste esalazioni la rendono in qualche modo netta come lo specchio più terso. L'effetto ottenuto non è meno meraviglioso di quello del suono della lira di cui godevano i pitagorici prima di addormentarsi.


I pappagalli - Zoe parte ottava

La verità era che la realtà delle cose non solo non le era mai piaciuta, ma non l'aveva mai accettata: un esame continuo ogni volta che usciva da casa, dal supermercato alla banca, ai rapporti di amicizia, alle relazioni personali, aver sempre a che fare con un popolo di indici che  puntavano,  squadravano,  guardavano,  giudicavano. L'equilibrio perfetto non esisteva, e Zoe continuava spudoratamente ad inseguirlo, vittima ancora una volta dei suoi sogni di tranquillità.

Una marea di pappagalli che pretendeva di indicarle la strada da seguire, quella vera, vestendosi di una saggezza e di sicurezze sulle quali Zoe nutriva forti dubbi, semplicemente perché lei di dubbi ne aveva tanti e non si capacitava del fatto che incontrava sul suo cammino gente che invece era infarcita di sicurezze. Beati loro, che godevano della loro pseudo vita, sicuri di se stessi, fieri delle loro scelte, del loro comportamento, che sbandieravano ai quattro venti, ergendosi a giudici della vita altrui ( e che ego smisurato!)

Zoe invece si poneva continuamente domande, il perché era orientata verso certe scelte, come mai pensava che prendere certe vie potesse essere sbagliato, valutava i pro e i contro, imprevisti e probabilità. Le sembrava a volte di vivere uno di quegli incubi nei quali  cercava di afferrare qualcosa, ma il corpo era paralizzato, non poteva muoversi, e ciò che voleva afferrare si allontanava precipitosamente da lei.

Ecco che in certi momenti i bivi davanti ai quali si trovava le sembravano insormontabili, tortuosi come mulattiere, bui come notti senza luna, allucinanti come un miraggio nel deserto, mentre la maggior parte delle persone che la circondava prendeva una strada e via così, senza pensare.
Ma le conseguenze? Quanto avrebbe voluto prendere quelle teste e sbatacchiarle sonoramente nel muro: ma ci pensate a quello che fate, a cosa dite, a ciò che poi ricade inesorabilmente su tutti coloro che vi ruotano intorno?

Desiderava, agognava una leggerezza che non le apparteneva, la facilità con cui la gente spesso le diceva: " E che ci vuole?" 
Non era decisamente la sua filosofia, per tutto ci vuole costanza, coerenza, impegno e volontà, quindi costa fatica.  Forse perché lei di fatica ne faceva tanta, perché nulla le era stato dato con facilità, perché per ottenere certi risultati aveva sudato sangue, e spesso aveva dovuto fare più tentativi; non si era mai trovata a camminare su un'autostrada, ampia, larga, diritta e piana, ma per sentieri sassosi, sdrucciolevoli, in salita, invasi da più svariati ostacoli, sui quali era costretta a guardarsi le spalle per tema di agguati ( di cui era anche stata vittima).

Pappagalli che sapevano, già prima di conoscere, cosa era giusto per Zoe, loro sapevano di non sbagliare, erano così fieri di se stessi,  parlavano anche di ciò che non sapevano,  la guardavano come da uno schermo per darle una lezione di vita.
Ma Zoe non si sarebbe mai conformata a questo schema: lei era la pecora nera? La mosca bianca? Allora imprimatur, e per farsi passare la brutta cera, decise di mangiare fichi caramellati con formaggio fresco.

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