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mercoledì 2 settembre 2015

Ad usum Delphini

Eccoci qua ancora una volta, il delfino non è solo un cetaceo, e i nostri cari antenati latini ci hanno ormai abituato a motti e adagi sorprendenti. Quello che andrò a spiegare adesso, contiene appunto il sostantivo Delfino, ma qui con un dìsignificato ben più pregnante.

Ad usum Delphini: ad uso del Delfino, l'espressione si riferisce all'edizione di alcuni classici opportunamente censurata dagli ecclesiastici J.B. Bossuet e P.D. Huet ad uso appunto del Delfino, che era l'erede al trono del Re Sole. Si usa ancor oggi per indicare sia la versione riveduta di un testo, specie a fini scolastici, sia per significare l'adattamento di una situazione a proprio vantaggio.

Pietre e cristalli, Opale

L’energia e la forza del Fuoco; la prosperità, la pace e il benessere della Terra; l’intuizione, le emozioni e la sensibilità dell’Acqua; la comunicazione e la creatività dell’Aria: questo contiene l'opale

OPALE
Caratteristiche: biossido di silicio; sistema colloidale amorfo; colori: incolore, latteo, nero, azzurrognolo e spesso con bellissime iridescenze che assumono colori diversi a seconda dell'angolo di osservazione, create da sferette di crisobalite all'interno. 

Con il tempo e con il calore la pietra può disidratarsi e perdere iridescenza o addirittura fessurarsi; si può ovviare a questo spiacevole inconveniente deponendola per esempio in un bicchiere d'acqua. L'opale comune (d'aspetto traslucido, di solito bianco) può essere confuso con il calcedonio, mentre gli opali nobili si distinguono dagli altri minerali per i fantaastici colori (bianchi, lattiginosi, azzurrognoli, grigio perla, semitrasparenti) e l'aspetto porcellanaceo con accentuata opalescenza e iridescenza.

Proprietà: apporta tranquillità e fa svanire la paura dell'oscurità
Disturbi: porta giovamento nei disturbi del sistema digestivo
Associazione con i chakra: tutti

Biscotteria, Trecce al miele


Quella che vi propongo oggi è una ottima ricetta da fare durante il fine settimana, è una merenda genuina e speciale per i bambini e un nutriente snack per voi.

TRECCE AL MIELE

Difficoltà: difficile
Tempo di preparazione: 40 minuti + 30 minuti di riposo
Cottura. 35 minuti
Kcal: 894
Proteine: 11 a porzione
Grassi: 35 a porzione
Apporto nutrizionale: alto

Ingredienti
650 gr di farina
500 gr di miele
100 gr di semi di sesamo
1 uovo
15 gr di lievito di birra
essenza di fiori d'arancio
cannella
zafferano (una bustina)
aceto
sale
80 gr di burro
olio da frittura

Liquefatto il burro, incorporatevi la farina, il lievito diluito in poca acqua tiepida, l'uovo sbattuto, metà dei semi di sesamo, un cucchiaio d'aceto, un cucchiaino di cannella polverizzata, lo zafferano e un pizzico di sale. Dividete l'impasto in palle grandi come un'arancia, copritele con un canovaccio e fatele lievitare per mezz'ora. stendete le palle di pasta e ricavate da ognuna tre strisce spesse 2 cm e lunghe 10: intrecciatele, premendo le estremità perche non si aprano e friggelele nell'olio bollente. Fate liquefare il miele diluito con un cucchiaino di essenza di fiori d'arancio: immergetevi le trecce dopo averle sgocciolate. Servitele calde, cosparse dei semi di sesamo restanti. Sentirete che bontà e che soddisfazione!

Caratteristiche, proprietà e utilizzo della Bieta erbetta: la ricetta di Messer Messisbugo

Caratteristiche e proprietà 

Si tratta di una pianta erbacea, annuale o perenne, appartenente alla famiglia delle Chenopodiacee. E' un cespo alto anche 40 cm. La radice non è commestibile. Le foglie sono munite di lungo gambo, hanno base tronca, margine ondulato, punta acuta o tondeggiante, colore verde scuro.

I fiori sono portati da un lungo gambo che compare nel secondo anno di vegetazione. Sono piccoli, verdastri e formano una pannocchia scomposta. Spontaneamente è diffusa nelle zone marittime dall'entroterra sino alla zona collinare, dove però è piuttosto scarsa.

 Diventa presto infestante perché ogni individuo produce una grande quantità di semi. Coltivata, ha bisogno di umidità in posizioni ampie e ariose. Si raccoglie dalla tarda primavera in poi. La bieta va utilizzata sempre fresca e non si procede alla sua essiccazione. E tra le verdure più dotate di vitamina A e contiene altri importanti minerali e vitamine nonché proteine, zuccheri e fibre alimentari. E indicata dai medici naturisti, nelle forme di anemia, nei disturbi renali e nella cistite. È lassativa, rinfrescante, diuretica, ed aperitiva.

Utilizzo 
Già nel 1549 il Messisbugo, famoso creatore di ricette presso la corte degli Estensi, dava questa ricetta di torta di bieta: "Prendi una buona manciata di bieta; e ben lavata la triterai minuta e la porrai in un tegame con due libbre di buon formaggio duro ben grattato, una libbra e mezza di burro fresco, sei uova, pepe pestato, un pizzico di zenzero e cannella, se qualcuno vuole anche mezza libbra di zucchero, ma solitamente non si mette. Poi farai le due sfoglie di pasta, bene impastato il tuo battuto e unta la teglia con due once di burro fresco vi metterai uno strato di pasta ed il battuto sopra. Poi gli porrai sopra l'altro strato di pasta, facendo il suo rotello intorno, sopra porrai quattro once di burro fuso. Poi cuocerai nel forno o sotto il testo.

Quando sarà quasi cotta porrai sopra da tre a quattro once di zucchero" . Anche oggigiorno la bieta viene utilizzata solitamente cotta e la troviamo presente in tutta la cucina regionale italiana: in Lombardia, ad esempio, si accompagna al riso; in Liguria la troviamo nel ripieno dei ravioli di magro; in Trentino Alto Adige si mescola negli strangolapreti; nel Veneto dà corpo ai cassunziei; in Emilia, senza di essa, non sarebbe mai nato l'erbazzone; nel Lazio è piatto a sé, soprattutto col pomodoro; in Puglia la troviamo nel sugo; la Basilicata vanta i suoi calzoni di bietole; la Sardegna la inserisce nella zuppa.

Anche nella medicina popolare, il modo migliore per utilizzare la bieta è consumarla cotta, come gli spinaci, o stufata. E possibile tuttavia preparare un decotto, lasciando bollire 20 g di foglie in tre quarti di litro d'acqua. Quando il liquido è ridotto a,mezzo litro, si fa raffreddare e si beve a bicchierini durante la giornata. E utile come coadiuvante nella cura dell' anemia e dei disturbi renali, è invece piuttosto dannosa per coloro che soffrono di calcoli da ossalati.

martedì 1 settembre 2015

Adgnosco veteris vestigia flammae

I sintomi dell'amore, come quelli di una malattia, sono i più strani da decifrare, a volte sembrano così palesi, ma altre sono come un codice, geroglifici da decriptare, su cui riflettere, studiandone colori, forme, effetti, precedenti, e non si finisce mai di imparare. 

Didone ed Enea
Fin dall'alba dell'uomo l'amore e i suoi effetti collaterali sono stati variamente filosofeggiati, poetati, saggiati, narrati, trovando infinite combinazioni di interpretazioni. Ma alla fine si giunge sempre allo stesso risultato, e nella loro razionale logica i latini ne hanno tratto un semplice assioma.

Adgnosco veteris vestigia flammae: conosco i segni dell'antica fiamma, cioè riconosco i sintomi dell'amore, che ho già provato in altra occasione (detto da Didone, quando confida alla sorella di essersi innamorata di Enea, Virgilio, Eneide, IV, 23)



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