Simply

venerdì 24 luglio 2015

Organizza un incontro speciale, un consiglio a settimana per migliorare la propria vita e quella altrui

E' incredibile vedere quanto spesso trascuriamo e diamo per scontata la presenza delle persone a noi più vicine. Troppe volte, infatti, non diedichiamo loro l'attenzione che meritano.
  • Questa settimana prendiamoci un po' di tempo per trascorrere un momento speciale con le persone cui vogliamo bene
  • Riallacciamo i rapporti con gli altri infondendo loro un nuovo slancio. Ritagliamoci un attimo per pensare a che cosa potremmo fare assieme ad un amico o a un parente: un gesto piccolo ma davvero sentito, può avere anche più valore di una dimostrazione d'affetto plateale. Facciamoci ispirare dalla voce  del cuore: non occorre che mettiamo mano al portafogli, bastano un po' del nostro tempo e pizzico di fantasia
  • Organizziamo l'incontro. Che sia una tranquilla cena, una serata al cinema o una passeggiata, l'importante è che dedichiamo del tempo "di qualità" ad ascoltare ciò che l'altro ha da dirci. Apriamo bene il cuore....e le orecchie! Impariamo ad ascoltare in modo nuovo
  • Tutti noi purtroppo abbiamo la tendenza a riversare le nostre preoccupazioni e frustrazioni sulle persone cui vogliamo più bene. Questa settimana troviamo un momento speciale da trascorrere con loro per ringraziarle e dimostrare quanto l'apprezziamo
  • Spesso le nostre giornate sono pienissime e le ore volano via senza che ce ne accorgiamo. In questi sette giorni però, cerchiamo di non farci travolgere dagli impegni: il tempo che dedicheremo ai nostri cari sarà quello meglio investito di tutta la settimana
  • Scopriremo che questi momenti speciali costituiscono un dono prezioso non solo per le persone con cui li trascorriamo, ma anche per noi.

giovedì 23 luglio 2015

Sproloquio sulla filosofia

La filosofia è una materia difficile.
E la sua maggiore difficoltà, a mio parere, sta proprio nel fatto che è macchinoso "astrarre per astrarre" concetti così sfuggevoli e metafisici. E lo è ancora di più sforzarsi di immedesimarsi, calarsi nella mente di colui che li ha così (barbaramente? metafisicamente? evanescentemente?) espressi.

Quante volte, durante il mio percorso di studi, mi sono trovata, mentre scorrevo le pagine del libro di testo, a chiedermi: che vuol dire? che intendeva? perché ha usato parole così lontane dal mio vocabolario? perché non ha fatto un esempio?
Eppure se ci ripenso, e forse solo ora, intuisco l'abisso che corre tra i miei amati filosofi greci e gli autori contemporanei: chiari e limpidi gli uni, metafisici e trascendentali gli altri.
Per non parlare dei docenti che, a modo loro, tentano di farceli digerire.

Loro stessi a volte si tradiscono, usando forme e modi che confondono le idee già poco chiare degli studenti; mi e ci convincono che una spiegazione più chiara non l'avremo mai.
Nonostante abbia imprecato tante e innumerevoli volte, ho amato e amo la filosofia, perché colgo in essa l'eterno e immortale interrogativo umano di fronte all'imperituro perché.
E' un perché di tutti i giorni, di fronte allo Stato, ai governi, a Dio, alla violenza, alla perfezione, alla morte, ai secoli, alle tendenze....

Un ragionare-sragionare nell'affannoso tentativo di dipanare una matassa che invece è tenuta saldamente da un nodo gordiano.
L'uomo corre in un inestricabile labirinto costituito di possibilità e fatti, di soggettività, di cose relative, e cerca disperatamente di raggiungere la dea suprema: l'OGGETTIVITA'.
Agognata e pianta oggettività, noumeno e segreto della nostra misera esistenza da esseri umani, schiavi della vita e delle nostre stesse passioni.
Se solo fossimo più dotati di quella RATIO che invece non c'è, ben altri universi sarebbe dato a noi di vedere.

Forse è con l'ingenuità infantile che si può superare la muraglia! In ogni montagna apparentemente inaccessibile, c'è sempre un punto in cui la pietra si lascia sgretolare.


Gli oli essenziali, le simbologie planetarie, Venere

La dea Venere-Afrodite è un'immagine femminile con una connotazione  sensuale e affettiva. Nata dalla spuma del mare, dea della bellezza e dell'amore, esprime l'energia di affinità sia a livello del macrocosmo universo che del microcosmo uomo: è l'energia dell'amore rappresentata da Venere che attira un corpo  a combinarsi con un altro corpo, una sostanza con un'altra sostanza per dare vita a tutte le manifestazioni trasformative della natura.

Fisiologicamente è asociata alla bellezza e alla sensualità femminile, alle ovaie, alla circolazione venosa, alla pelle femminile, alla duplicazione cellulare, alla fertilità. Governa il processo conservante, il viso, il seno, l'addome, i reni.
L'energia di Venere accoglie, mitiga, depura: è femminile, rilassante, nutriente, calmante, consolante, temperata, fertile, aggraziata, erotica, espansiva.

"Se le essenze dell'anima che caratterizzano le influenze di Venere non esistessero, non esisterebbero gli istinti che spingono gli uomini e gli animali a propagare le loro specie" (Paracelso).
Le essenze venusine sono calmanti, depurative, diuretiche, rinfrescanti, antinfiammatorie. Agiscono sulla sfera emotiva, sul fascino personale, sulla capacità di contatto affettivo con il mondo esterno,sia come calore nei sentimenti che come sensibilità a recepire il bello e il gioioso. Stimolano il temperamento creativo artistico.

Pietre e cristalli, Crisoprasio

L'origine del nome è naturalmente greca,  crousoprásos indicante. La parola composta significa letteralmente porro d'oro.

CRISOPRASIO
Caratteristiche: biossido di silicio; famiglia dei quarzi, gruppo dei calcedoni: è la varietà più pregiata; sistema trigonale; miscrocristalli aggregati e compatti; colore: varietà di verde chiaro (per la presenza di nichel) fino al verde azzurro. Facilmente confondibile con la giada, la prehnite, la smithsonite e la variscite.

Proprietà: favorisce la fertilità e dona calma e tranquillità alla mente; placa l'egoismo e stimola la fantasia; rafforza il cuore.
Disturbi: è indicato per le disfunzioni degli organi sessuali sia maschili sia femminili e per la circolazione del sangue
Associazione con i chakra: secondo e quarto


Erbe e cure nell'antica Grecia


Ippocrate
La medicina greca con la civiltà minoica (2700-1450 a.C.), era arrivata già ad un notevole grado di sviluppo con dei professionisti che la esercitavano con profitto, sempre impiegando droghe estratte da piante, seppure inserite in un contesto religioso e magico. Solo nel VI secolo a.C. si sviluppa una medicina con basi più aderenti alla scienza del tempo che si colloca in scuola filosofiche (ricordiamo la scuola medica di Crotone). 

Il maggiore esponente della medicina greca rimane Ippocrate; egli segue il principio dei 4 elementi: aria, terra, acqua e fuoco. Ognuno di essi contiene una qualità: freddo, asciutto, umido e caldo. Dalla loro perfetta armonia deriva il mantenimento della salute. In questo periodo si perfezionano le acquisizioni sulle patologie polmonari e sulle infezioni acute delle ghiandole, sul sistema digestivo e circolatorio, mentre è minore la conoscenza del sistema nervoso. 

Con Ippocrate, considerato il padre della medicina attuale, si coniuga la conoscenza della teoria con l'osservazione del malato per stabilirne la terapia. Per la prima volta nella cultura occidentale si comprende la necessità di conservare le energie dell'individuo, ricercare la cause della malattia senza perdere di vista lo scopo finale che è quello di guarire il malato senza preconcetti nè superstizioni.

MEMENTO: L'arte della medicina era svolta in nome della divinità. I templi dedicati agli dei, praticamente erano prototipi di ospedali che sorgevano in luoghi ben esposti, ed a volte vicino a fonti termali. I seguaci di Esculapiio sono ricordati per l'edificazione di "ambulatori" in varie città. C'era una componente filosofica nel concetto di malattia: infatti si affermava che "la vita dell'uomo è un accordo fra varie opposizioni; quando cesa l'accordo compare la malattia".


Licenza Creative Commons
Quest' opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Italia.