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domenica 16 agosto 2015

Pietre e cristalli, Giada

Egiziani ed i Cinesi  attribuivano a questa pietra diversi poteri, come quello di preservare i corpi dei morti, di portare fortuna ed essere di buon auspicio per la fertilità. In alcune civiltà preistoriche era apprezzata soprattutto per la sua durezza e, quindi, utilizzata per utensili, o strumenti sacrificali. 

GIADA
Caratteristiche: silicato di sodio e alluminio (giadeite); silicato di calcio, magnesio e ferro (nefrite); sistema monoclico; il colore della nefrite va dal verde scuro al bianco avorio, quello della giadeite può essere verde, bianco, rosa, rosso, giallo, arancione, bruno, viola. In entrambi i casi la varietà più pregiata è verde smeraldo. 

Proprietà: rende simpatici e combatte le paure
Disturbi: combatte i dolori ai nervi , previene la febbre e aumenta la fertilità.
Associazione con i chakra: tutti


Scapai, scene dal precariato lavorativo

Bosley era un fanatico della telefonia e dei computers, non si perdeva una novità, fu uno dei primi ad installare sul suo pc in ufficio una web cam ultimo modello (per farne che, poi, in ufficio..), lui, sulla sua scrivania aveva un pc superaccessoriato, Zoe guardando quella postazione ebbe l'impressione di aver a che fare con il centralino dell'FBI, o forse sarebbe meglio dire del Pentagono.


Auricolari, pendrive, hardware esterni, mouse senza fili, bluetooh, connessione wireless, cavetti di connessione per i suoi amati Cursori che cambiava in continuazione, si susseguivano alla velocità della luce, non c'era modo di abituarsi ad uno che ne metteva un altro.
Per contro al desk stagnava un pc preistorico, lento e autobloccante (come i dadi della ferramenta), ma del resto a Bosley che importava? A lui stava a cuore solo la sua di postazione.

Siccome era anche un appassionato di trekking in bicicletta, Bosley studiò anche un metodo per riprendere le sue gite in campagna, lungo percorsi erti ed accidentati, nei boschi e lungo i torrenti, installando sul  caschetto che gli proteggeva la testa, una cam che riprendesse tutti i percorsi che faceva in bici,  che puntualmente scaricava sul pc dell'ufficio e che poi guardava con grande soddisfazione, mostrandolo anche ai meno interessati ( Zoe inclusa). A Charlie però non li mostrava mai: chiediamoci il perchè.....

L'era di internet poi lo fulminò del tutto, se prima inviare una mail era il non plus ultra, proprio perchè si poteva avere una risposta in tempo reale o quasi, i software attraverso i quali si poteva chattare lo fecero diventare un tossico dipendente del web.
Ogni tanto Bosley segnalava a Zoe e alla collega queste novità, spiegando di cosa si trattava, non sapendo che le due ragazze erano già avanti, il computer tecnologicamente avanzato a casa lo avevano entrambe, in più il babbo di Zoe era davvero oltre, ed erano state fra le prime ad iscriversi ai social networks che si stavano allargando a macchia d'olio. Fu allora che Bosley fu costretto a chiedere a Zoe notizie su Facebook e MySpace perchè moriva dal desiderio di farsi un profilo e ficcanasare nelle vite degli altri, anche quelle dello staff. Per tutelarsi Zoe fece in modo di bloccarlo per non fargli infilare il naso fra i suoi latinismi e relative riflessioni.

Ma questo non gli bastava, era in cerca di qualcosa di più emozionante, che smuovesse tutta l'adrenalina che aveva in corpo, che gli desse l'idea di avere le persone in loco. Non dovette attendere molto, infatti una mattina entrò sparato allo Uaisipiei con gli occhi lucenti, tutto in fregola si mise al pc a capo basso, sbatacchiò sulla tastiera per un pezzo, poi dopo circa venti minuti si alzò soddisfattissimo, ci chiamò a raccolta e, con aria saputa ci disse: " Ragazze, il mondo sta cambiando, da oggi sarà possibile chattare e videochattare in tempo reale, parlarsi come se fossimo gomito a gomito con il nuovissimo software SCAPAI!"
Zoe e la collega si guardarono basite: "SCAPAI?" esclamarono in coro. "Strano" disse Zoe "non ne ho mai sentito parlare,  conosco e ho scaricato SKYPE, ma di questo SCAPAI ignoro l'esistenza".
Bosley sbatacchiò le palpebre vieppiù volte e poi si schiarì la voce: "Appunto e io che ho detto? SCAPAI, Già lo conoscete?"

" Beh certo" replicò Zoe, che a stento tratteneva le risa " io lo uso per collegarmi con alcuni amici sparsi in qua e in là in Italia e all'estero, un risparmio notevole sulla bolletta telefonica!"
La collega di Zoe filò via con una scusa, tanto era rossa in viso per la risarella che le stava salendo alle labbra, mentre Zoe disse: " Bene bene io vado a prendere un caffè, prima che arrivino tutti gli ospiti".
Che scorno per Bosley, il suo ego ne risentì per giorni e giorni, mentre Zoe e tutto lo Uaisipei risero a crepapelle cantando SCAPAI, SCAPAI come se fosse il canto delle Baccanti danzanti intorno a Dioniso.






sabato 15 agosto 2015

La zampata post laurea, Zoe parte quattordicesima

Dopo quella cena anche l'atteggiamento dei compagni universitari di Zoe cambiò. Nei giorni seguenti in biblioteca, dove di solito si riunivano per studiare, si parlò molto di quella cena e dei suoi sviluppi.
A Zoe non importava un fico secco dei commentucci di quella conventicola, meglio per loro se avevano capito di che natura era fatta la sua personalità. L'esagerato controllo che Zoe aveva sempre esercitato su se stessa, nel rispetto dei principi che le erano stati insegnati, dell'educazione, e dell'umanità universale, l'avevano presentata al mondo come una persona debole, forse qualcuno aveva addirittura pensato che fosse stupida, senza carattere

Le carte in tavola erano cambiate, e cambiate le carte, cambiava anche il gioco e relative regole.
Ci sarebbero state altre occasioni che avrebbero scatenato il lato leonino, el "rebelde", come lo chiamava lei, e non aveva intenzione di tamponarlo, anche perchè non ne sarebbe stata capace, "el rebelde" era come un fiume in piena, e la forza di un fiume in piena non si argina.
Proprio in quel periodo Zoe stava pensando alla propria tesi di laurea, e, dato che l'indirizzo specialistico da lei scelto era il Diritto Internazionale, cominciò ad elaborare una serie di validi temi da proporre al professore a cui voleva chiedere la tesi. Perciò, mentre preparava gli esami specialistici, si rinchiuse presso il Dipartimento di Diritto Internazionale, sezione Studi Europei e si trasformò in una sorta di topo di biblioteca attirato solo dai trattati internazionali, entant cordial, diritto internazionale di guerra, politiche comunitarie e condomini internazionali.
Spulciò, scartabellò, consultò, fotocopiò, trascrisse, tradusse, inoltrò richieste al Consiglio Europeo, e finalmente, dopo mesi di lavoro, durante i quali non vide il sorgere e il calar del sole, ebbe fra le mani diverse bozze da proporre al professore.

Si presentò al ricevimento puntuale e decisa, davanti al professore, un docente forse ancora troppo giovane, pronto ad arrampicarsi sulla ripida scala della carriera universitaria e diplomatica, e per far questo sarebbe stato disposto a far terra bruciata intorno a sè (e come piromane non era granchè, e non era granchè nemmeno come diplomatico, dato che la diplomazia insegna che necesse est badare bene quali piedi si pestano e quali poteri si urtano per non incorrere in raid punitivi, o peggio trovarsi soli ad attraversare campi minati, dei quali si ignorano le mappe).

Il professore la guardò dall'alto in basso, con un'aria di sufficienza a cui sommò un gelido sguardo, che comunicò a Zoe un certo sprezzo verso il genere femminile. Ma Zoe fece finta di nulla,  sorrise gentilmente, fece la sua richiesta e propose i suoi argomenti.
Il professore guardò a lungo il soffitto del suo studio, sospirò semi annoiato, e poi dette la sua benedizione "urbi et orbi" al tema "L'attività dell'Unione Europea e il contributo dell'Italia alla ricostruzione del Sud-Est Europa (aspetti giuridici ed internazionali)". 

Fu così che Zoe iniziò la maratona per la preparazione della tesi. Le ci volle un anno esatto, considerando che ogni volta che il professore le dava un appuntamento per la consegna dei capitoli, poi lui all'appuntamento non c'era, perchè era all'estero a tamponare situazioni di crisi (questo almeno era quello che lui diceva), perciò, considerando le sue assenze, le successive correzioni da apportare ai capitoli, la ricerca dei materiali di approfondimento, le attese per la ricezione dei documenti da parte della Comunità Europea, i tempi si dilatavano e Zoe, insieme al "rebelde", bolliva come un geyser in attesa di eruttare.
Alla consegna dell'ultimo capitolo e relative conclusioni, Zoe tirò un sospiro di sollievo, poteva andare presso la segreteria universitaria, fare la richiesta e consegnare una volta per sempre il libretto universitario. E così fece. Poi tornò nuovamente dal professore che le aveva dato l'ennesimo ed ultimo appuntamento attraverso il quale le avrebbe più o meno detto come intendeva procedere durante la sessione di laurea. 
Finalmente Zoe si laureò, e intonò un inno ad Apollo Delfico, affinchè le concedesse ingressi migliori, poi sentì il bisogno di dare una repentina svolta alla sua vita e infatti si imbattè felicemente nel bando di un Corso per Operatori di Pace Internazionali che l'avrebbe portata dritta dritta in una delle tante sedi dell'Onu. Si recò presso la segreteria dell'Univesità, chiese informazioni e prese i moduli da riempire, era a dir poco entusiasta.

Compilò la parte che la riguardava e poi come da bando, si recò dal professore, poichè alcuni moduli dovevano essere compilati da lui, una sorta di presentazione e relative referenze.
Il professore recitò il suo solito copione: ascoltò indifferente, fissò il soffitto dello studio, inspirò ed espirò, poi pronunciò queste parole: " Non faccio fare questi tipi di corsi alle donne, siete troppo instabili a causa del ciclo mestruale, poi vi salta in mente di sposarvi e infine di mettere al mondo dei figli, questo comporta l'abbandono della carriera e quindi crea un posto vacante, perciò la mia risposta è no".

Nella testa di Zoe quelle parole risuonarono come una stilettata, per un momento le girò la testa, sentì il sangue, che copioso le affluiva alle tempie, che risuonavano come una gran cassa a causa della pressione sanguigna. Il circolo vascolare del suo cervello si bloccò, mentre "el rebelde" gonfiava la sua criniera, ruggiva e graffiava. Cercò di contenere l'eruzione di bile che le veniva dallo stomaco, ma sentì che non avrebbe potuto arginare nulla, perciò optò semplicemente per il controllo vocale e rispose: " Non sta a lei giudicare o decidere cosa voglio fare della mia vita, e nemmeno può sapere cosa mi rende instabile o meno, sempre che vi sia qualcosa che mini la mia stabilità psichica, tantomeno lei, caro professore, sa, ho letto la sua tesi e ho notato che è una lunga raccolta di documenti internazionali, interessanti, ma non vi è alcuna interpretazione del diritto internazionale, tesi di cui lei si fregia perchè l'ha fatta a Washington, distretto nel quale è arrivato grazie ad alte sfere, perciò mi permetta di rammentarle un proverbio che mi ha insegnato la mia saggia bisnonna: <<Non sputare dove mangi>>. La saluto".

Il professore guardò Zoe allibito, e rimase a bocca semi aperta, mentre con gesti fluidi Zoe si chiudeva la porta dello studio alle spalle. Zoe sapeva che non avrebbe mai più avuto chance nel campo della diplomazia, ma era felice di aver chetato quel bamba pieno di vento, e "el rebelde" faceva le fusa.




Abracadabra, Un talismano di stoffa per avere fortuna tutto l'anno

Miei adepti e seguaci affezionati. Oggi è Sabato ed è il giorno ideale per fare qualche magia. 
Ecco come fabbricare un talismano porta fortuna.

TALISMANO PORTAFORTUNA
Occorrente: del tessuto di iuta o lino grezzo per fare un sacchettino, rocchetti di cotone di vari colori, una manciata di betonica, tre nastri di trenta centrimetri ciascuno (uno del tuo colore personale, uno bianco e uno violetto), un rametto di betulla o di sorbo rosso.

Di Domenica o di Giovedì confezionate un sacchettino con il tessuto, e con il cotone colorato ricamateci un emblema di felicità e fortuna. Riempite il sacchettino per tre quarti di betonica (fresca o essiccata), potente talismano contro il male, quindi avvolgete ben saldi i tre nastri intorno al rametto di sorbo o betulla. Facendo una bella treccia. Mentre intrecciate, sentite che la fortuna sta  cambiando e immaginate voi e la vostra famiglia godere dei frutti del vostro lavoro. 

Quando avrete finito, poggiate il talismano sul "terzo occhio" ed esprimete un desiderio di pace, salute e felicità; poi infilate il rametto nel sacchettino e chiudetelo con una cucitura. Prima poggiatelo sul cuore, poi tra le mani e infine sulla fronte.
Mettete l'amuleto in un posto sicuro e portatelo con voi ogni volta che avete bisogno di un po' di fortuna.


Psicopittografia, Il punto essenziale

Perchè non sappiamo esigere tutto ciò? Perchè pensiamo che la pretesa è tutto ciò che possediamo, tutto ciò che esiste. Supponiamo, a torto, che senza di essa saremmo impoveriti. Ma noi possiamo cambiare; possiamo pensare e vedere differentemente. Mettiamoci in guardia contro queste pretese che ci ingannano sulla realtà. Ribelliamoci contro la commedia che recitiamo a noi stessi. Esigiamo ora il nostro Io. Ci accorgeremo che siamo realmente milionari mentali e che lo siamo sempre stati.
Il fine di tutto è di vivere comesi vuole realmente vivere.

  • Un futuro più brillante
  •  Il controllo della propria vita
  • Evitare gli errori
  • Vivere con semplicità
  • Avere una grande energia
  • Aver la giovinezza
  • Essere liberi dalle costrizioni
  • Conoscere se stessi
  • Esser senza paura
 Si può avere tutto ciò. Non complichiamo le cose pensando che possono esserci altri scopi. Siamo
pratici. Cerchiamo di avere cciò che desideriamo realmente. Accostiamoci a questo punto essenziale e solo allora otterremo ciò che desideriamo realmente.


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