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venerdì 14 agosto 2015

Tertium non datur

Ditemi cari lettori, siete persone che si solito concedono una seconda possibilità a chi sbaglia? Di solito lo si fa, a meno che non ci si trovi di fronte a qualcuno che ostinatamente persevera nell''errore, ma di questo parleremo un'altra volta. 

Tertium non datur, In Publio Siro abbiamo: Aut amat aut odit mulier, nil est tertium non datur (una donna o ama o odia, non c'è una terza possibilità).

In filosofia indica il principio del terzo escluso, derivato dalla logica aristotelica per cui una proposizione deve essere vera o falsa, senza che ci sia una terza possibilità.

Evitare di stirare con alcuni accorgimenti


Ricordo che alcune amiche di mia nonna definivano le faccende di casa "mestieri", ed era una parola che mi piaceva molto. Al contrario, le faccende di casa non piacciono alle donne, e  stirare è un'operazione diabolica. A me personalmente stirare non piace affatto, perciò credo che ogni donna o uomo single o mammo o Cenerentolo,  accetti con entusiasmo suggerimenti per stirare quanti meno capi possibile. In generale, meglio non esagerare con la centrifuga, evitare di accumulare e accatastare capi già asciutti ma non ancora piegati e stendere gli abiti al meglio, possono evitarci fatiche non inddifferenti: risparmieremo  tempo, denaro ed energia elettrica . E ora veniamo ai consigli pratici.

1) Lenzuola: potrete evitare di stirare le lenzuola se in lavatrice abbasserete i giri della centrifuga (con 600-800 giri si ottengono buoni risultati). Stendete subito le lenzuola appena tolte dalla lavatrice, tendendole bene. Se avete poco spazio, piegatele seguendo i bordi. Quando saranno asciutte, chiedete aiuto per tenderle bene e piegarle con precisione. Se saranno ancora un po' stropicciate e se non sarete soddisfatti del risultato, basterà una passata di ferro da stiro sulle lenzuola già piegate o soltanto sul risvolto che si noterà sul letto.

2) Tappetini di spugna: non dovrete stirare i tappetini di spugna o di cotone del bagno e della cucina se eviterete di stenderli con le mollette. Piuttosto, posizionateli ben aperti sui lati dello stendibiancheria. Se dovesse comunque formarsi una piega evidente, arrotolateli ben stretti quando saranno asciutti e attendete almeno un giorno prima di rimetterli al loro posto, in modo che le pieghe scompaiano. 

3) Tovaglie e tovaglioli: anche per le tovaglie e per i tovaglioli, se avete la possibilità di stendere in casa o comunque lontano da zone ventose, evitate di utilizzare le mollette. Così non dovrete occuparvi di eliminare i fastidiosi segni che lasceranno sulla stoffa. Se piegherete bene tovaglie e tovaglioli e se li riporrete uno sopra all'altro, la forza di gravità agirà al posto vostro. Se proprio occorre, passate il ferro da stiro soltanto su tovaglioli e tovaglie già ben piegate prima di utilizzarle o di riporle nei cassetti. 

4) Biancheria intima: non è assolutamente necessario stirare la biancheria intima. Ricordate che alcuni capi sintetici a contatto con il calore del ferro da stiro rischiano di rovinarsi. Quando stendete la vostra biancheria, fate in modo che le mollette non stringano troppo i tessuti, così che non si formino dei segni difficili da eliminare. Piegate subito tutto, non appena i capi saranno asciutti. 

5) Calze:  Stendetele soltanto dopo averle rigirate al rovescio e posizionate la molletta sulla punta. In questo modo, anche se dovessero rimanere dei segni, scompariranno subito non appena le indosserete. Sarebbe invece molto più difficile rimuovere i segni delle mollette dai gambali senza ricorrere al ferro da stiro. 

6) Felpe e T-shirt: le felpe invernali di solito non si stropicciano granché, nemmeno dopo il lavaggio in lavatrice. Ricordate sempre di non esagerare con i giri della centrifuga e di lavare e stendere le vostre felpe al rovescio, per non rovinare eventuali stampe. Il trucco per non stirare le felpe è molto semplice: appendetele ad una gruccia da assicurare con una molletta ai lati dello stendibiancheria. Se stenderete e piegherete bene le t-shirt, potrete evitare di stirarle senza problemi. 

7) Jeans: i jeans elasticizzati che ora vanno molto di moda potrebbero rovinarsi per via del calore del ferro da stiro. Meglio non rischiare e evitare di stirarli. Di solito, se vengono stesi subito, magari senza utilizzare le mollette, e se vengono piegati correttamente, sulla loro superficie non si formano pieghe particolari. Lo stesso discorso vale anche per i normali jeans. Per stenderli al meglio utilizzate le grucce adatte per appendere i pantaloni e fissatele allo stendibiancheria il loro uncino con una molletta. 

8) Canovacci da cucina: se dovrete utilizzarli subito o comunque dopo poche ore, non perdete tempo a stirare i canovacci da cucina. Vi basterà stenderli bene, senza esagerare con mollette dalla chiusura troppo stretta. Una volta asciutti, li piegherete su se stessi, come d'abitudine, stirandoli direttamente con le mani, prima di riporli nei cassetti, oppure li potrete appendere in cucina senza problemi. 

9) Asciugamani e accappatoi: asciugamani e accappatoi, in spugna o in microfibra, di solito riprendono naturalmente la propria forma senza la necessità di stirarli. Se avete spazio a sufficienza, stendete gli accappatoi appendendoli a delle grucce. Potrete stendere gli asciugamani anche senza mollette, per evitare segni, bilanciandoli bene sui fili dello stendibiancheria. Quando saranno asciutti, appendete accappatoi e asciugamani al proprio posto, oppure piegateli bene e tendeteli con pazienza, stirandoli un po' con le mani per eliminare eventuali pieghe. 

10) Camicie: davvero è possibile evitare di stirare le camicie? Vi confidiamo un segreto: possiamo evitare di stirare proprio tutto, ma non le camicie, a meno che non siano state fabbricate con uno speciale tessuto che non si stropiccia nemmeno in lavatrice e che si mantiene sempre in forma, senza l'aiuto del ferro da stiro. Leggete sempre le etichette per conoscere le caratteristiche del tessuto delle camicie da acquistare. E per le normali camicie di cotone? Stenderle su una gruccia vi aiuterà a stirarle molto più rapidamente, senza perdere troppo tempo.


Anice verde, Olio essenziale

Nome botanico: Pimpinella anisum
Famiglia: Ombrellifere
Provenienza: Asia occidentale
Estrazione: dai semi
Profumo: caldo, dolce
Azione energetica: yang
Pianeta governatore: Mercurio
Proprietà: antispasmodico, aperitivo, digestivo, antifermentativo, stimolante e sedativo, galattogeno
Principali indicazioni: cattiva digestione, meteorismo,aerofagia, cefalee digestive, singhiozzo
Precauzioni: l'essenza è tossica ad alte dosi, potendo provocare rallentamento della circolazione e disturbi cerebrali. Va usata con moderazione

L'essenza di anice fa parte delle quattro grandi semenze calde, assieme al cumino, al finocchio e al carvi, che condividono le analoche proprietà digestive, stomachiche e carminative. Stimola l'appetito, facilita la digestione e aiuta in tutti i casi di pesantezza di stomaco, gonfiori e spasmi intestinali dopo i pasti, soprattutto se di origine nervosa, perchè attiva le funzioni del tubo digerentee nello stesso tempo ha un effetto sedativo sui centri nervosi. L'essenza, per la sua forte concentrazione, può risultare tossica, per cui pur avendo molteplici proprietà, può essere agevolmente sostituita con finocchio o cumino, oppure usate preparando, per esempio, un infuso dai semi da bere dopo i pasti. Sotto forma di essenza va sempre diluita in olio vegetale.



Pietre e cristalli, Fluorite

La parola "fluorescente" deriva dalla parola Fluorite dato che i suoi cristalli sono stati i primi esemplari fluorescenti da studiare. Gli antichi Egizi usavano la Fluorite per scolpire statue e scarabei,e fin dai tempi romani, la Fluorite è stata usata per fare vasi e altri oggetti ornamentali. La pietra Fluorite deve il nome alla parola latina "fluere" che significa fondere, dato il suo utilizzo come fondente nella metallurgia.

FLUORITE
Caratteristiche: fluoruro di calcio; sistema cubico; cristalli cubici e ottaedrici; se pura o priva di imperfezioni strutturali risulta perfettamente trasparente e incolore, altrimenti è di colore azzurro, rosa, arancione, viola, verde o giallo, nero; è fluorescente. Può essere confusa con la calcite, il quarzo e l'apatite. In Italia si trova in cristalli di particolare bellezza a Corvara, in valle Imagna, in Val Trompia, in Val di Fiemme, e anche in Sardegna. 

Proprietà: Aiuta a cogliere concetti più elevati, la Fluorite è pietra formidabile per studenti universitari e ricercatori che hanno bisogno di analizzare i dati e giungere a conclusioni. Ottima  per rafforzare le ossa e denti, e migliorare il dolore associato all'artrite. La Fluorite aiuta a ravvivare l'appetito sessuale. Consente innovazione e inventiva.
Disturbi: problemi di sinusite, scioglie i blocchi fisici, dolori alla schiena, rigenera il sistema nervoso
Associazione con i chakra: sesto

giovedì 13 agosto 2015

Erbe in tintura, infuso, olio essenziale, China

Ed eccoci oggi parlare di una pianta che molti conoscono: la China.

CHINA
Se ne usa la corteccia. Ha proprietà antimalariche, astringenti, antispasmodiche, febbrifughe, stimolanti della digestione. Si impiega in caso di disturbi epatici accompagnati da ingrossamento della milza, anoressia, indigestione, ipercloridria, crampi e dolori muscolari in genere, febbri elevate. Assumere 20 gocce di tintura madre in un po' d'acqua, 2 volte al giorno, per un mese circa. ripetere il ciclo per 2-3 volte all'anno, preferibilmente nei mesi invernali e autunnali.


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