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mercoledì 20 gennaio 2016

Zenzero, olio essenziale

Nome botanico: Zingiber officinale
Famiglia: Zingiberacee
Provenienza: India, Cina
Profumo: caldo, speziato, aromatico, legnoso
Azione energetica: yang
Pianeta governatore: Marte, Mercurio
Proprietà: tonico, stimolante, riscaldante, afrodisiaco, digestivo, antifermentativo, antisettico, antispasmodico, febbrifugo
Principali indicazioni: dolori reumatici, dolori muscolari, insufficienza circolatoria, problemi digestivi, nausea, malattie da raffreddamento, crmapi addominali, influenza, stanchezza sessuale, esaurimento
Precauzioni: può essere irritante sulla pelle, usare con moderazione (2-3 gocce di essenza diluita in olio vettore)


La radice di zenzero è una spezie arrivata dall'oriente fino al Mediterraneo, molto usata dai Greci e Romani, che la chiamavano "zingiberi". Veniva considerata una spezie assolutamente indispensabile in cucina, come lo zafferano, il pepe, i chiodi di garofano, per rendere più aromatici e anche più dgeribili i piatti più ricercati.

In Cina lo zenzero si è conquistato un ruolo importante nella farmacopea, oltre che nella cucina: è considerato un rimedio che fa circolare l'energia nel corpo e stimola i processi digestivi di trasformazione degli alimenti; inoltre è usato per indurre la sudorazione e riscaldare nelle malattie da raffreddamento. Usato fresco, qualche fettina di radice bollita in un po' d'acqua per farne un infuso da bere  con un po' di miele, è un rimedio casalingo per combattere l'influenza, il raffreddore, per stimolare la sudorazione e per prevenire il contagio in corso di epidemie influenzali.

Una piccola quantità di radice di zenzero grattugiata nei cibi stimola l'appetito e facilita la digestione; combatte la nausea, anche in gravidanza, la tosse, le difficoltà digestive e la tendenza alle fermentazioni intestinali; dopo abusi alcolici, un infuso di zenzero dà beneficio a tutto il tubo digerente. Pianta sotto il segno di Marte, lo zenzero produce calore, è piccante, riscaldante, e può avvicinarsi al pepe per efficacia e azioni terapeutiche, stimola la digestione, smuove le umidità trattenute nel corpo; un bagno caldo con alcune gocce di zenzero gioverà in caso di inizio di influenza o gola arrossata; la sua azione riscaldante lo rende utile per massaggi locali in caso di reumatismi e dolori muscolari.

Sviluppa calore, è stimolante e tonico come il pepe, ma mentre l'azione di quest'ultimo è rapida e immediata, quella dello zenzero è più lenta, per la presenza dell'elemento acquatico, dato dall'umidità della radice, che frena leggermente questa azione riscaldante. Lo zenzero è anche il cosiddetto ginger, che dà un sapore particolare a molte bevande analcoliche e a liquori corroboranti. Secondo la tradizione, lo zenzero riattiva tutte le funzioni del corpo, mette in circolazione e armonizza l'energia: una leggenda parla dell'omino di zenzero, preparato da una donna con farina, acqua e polvere di zenzero, che una volta tirato fuori dal forno prese vita e si mise a correre a più non posso...le mamme preparavano focacce di zenzero per le merende energetiche dei loro bambini; anche nella favola di Hansel  e Gretel, i due bimbi fuggiti dalla casetta della strega, fatta di pane di zenzero, si portarono dietro "unpezzo di tetto" da mangiare per sostentarsi durante il viaggio di ritorno a casa.

Oltre a riattivare digestioni lente, lo zenzero era noto fin dall'antichità per risvegliare i sensi sopiti. E qui si va dalla "miscela esplosiva" messa a punto da Nostradamus, a base, tra l'altro, di zenzero, pepe, cannella, chiodi di garofano, con l'avvenimento che "chi la beva e non stringa subito l'oggetto del suo amore, muore tra orribili contorcimenti", ad altre formulazioni afrodisiache dall'azione fortunatamente meno drastica: i Turchi lo mescolano con sherry, succo d'arancia, zucchero, noce moscata (la cosiddetta "coppa d'amore"); le donne senegalesi infilano i tuberi di zenzero nella cintura allo scopo di risvegliare le attenzioni dei loro sposi; le donne arabe le pestano nel mortaio, lo impastano col miele e lo somministrano quotidianamente ai loro uomini.

Essenza marziana, come il pepe, attiva la sessualità nel suo aspetto dinamico ed energizzante, ma con un'azione leggermente meno combustiva, per la mediazione della funzione mentale mercuriana.
Svolgerebbe invece una (discutibile) azione marziana, focosa e infiammatoria, se usato in polvere come topico rettale per costringere i cavalli ad alzare la coda, segno di vigore e di razza molto apprezzato dagli appassionati di ippica. Lo zenzero si armonizza bene con essenze più morbide come quelle estratte da agrumi (arancio) e da legni (sandalo, cedro),con incenso, rosa o patchouli, per massaggi o per bagni rigeneranti, tonificanti e riequilibranti.

sabato 9 gennaio 2016

Mangiare sbrodolando se stessi e gli altri...

Converrete tutti con me che ognuno ha il proprio modo di mangiare. Non sto parlando dell'essere buongustai o meno, ma semplicemente della gestualità propria di ognuno di noi a tavola, al bar, in trattoria, per strada, al ristorante...

Se ognuno si mettesse ad osservare gli altri, probabilmente avrebbe da dire qualcosa, sul bon ton relativo ai gesti che accompagnano le posate alla bocca, il modo in cui si avvicina un boccone con le mani alle labbra nel caso di un panino per esempio, dell'uso della muscolatura di mascella e mandibola e via dicendo.


Vi sono però casi limite, che tolgono l'appetito anche ad un affamato, da cui scaturiscono una serie di domande sullo stile di vita di certi individui. In effetti basta mettere il naso fuori di casa per effettuare studi approfonditi in merito.

Ad esempio prendiamo la mezza mattina, quando gran parte delle persone è in giro o fuori per una pausa caffè. La prima domanda che mi faccio è: esiste anche un solo individuo che cammini senza masticare? Sono gruppi interi di persone che smascellano e triturano schiacce, focacce ripiene, tramezzini, brioches, panini. Volete rattoparvi lo stomaco? Va bene, ma perchè io devo vedere che azzannate cibi che vi si sparpagliano addosso, sulle maglie, sciarpe, cappotti, giacche, insozzandovi di pomodoro, maionese o marmellata e crema, mentre voi a bocca aperta continuate a parlare mettendo in evidenza i vostri boli alimentari predigeriti? E poi con le mani unte vi affannate a toccare chi vi sta accanto o l'oggettistica che vi circonda, magari entrando in un negozio o impiastricciando le vetrine davanti alle quali vi siete fermati?

Ma non basta, mentre parlate e masticate contemporaneamente, ai vostri figli, a cui avete messo in mano altrettando cibo, cade un pezzetto in terra e come nulla fosse voi lo raccattate e ci soffiate sopra dicendo: "E' buono lo stesso", e avanti così.

Arriva l'ora di pranzo e se non andate a casa a mangiare fate una sosta al ristorantino, o in trattoria, e questo vale sia in estate che in inverno, e anche il più figo impiegato di banca, scopre le sue carte a tavola. Inutile che ti metti in doppiopetto, con la cravatta di Marinella quando immergi la tua faccia nel piatto succhiando come un' idrovora in piena azione la pietanza. Hai forse i tendini delle braccia bloccati o i gomiti incollati al tavolo? E il tovagliolo? Un optional con una soprattassa? E che dire del fatto che mentre bevete gorgogliate come mulinelli?

Io sono forse strana, ma a volte mi sembra che il mondo sia diventato una porcilaia a cielo aperto. Nessuno vieta di fare uno spuntino o una colazione fuori, anzi, spesso è un piacevole diversivo in una giornata stracolma di impegni di lavoro e familiari, ma fare ricorso ad un minimo  di classe in un mondo dove tutto si compra con la carta di credito, non ha prezzo. 


venerdì 8 gennaio 2016

Evitiamo il Vino prima dei pasti: fa mangiare il 25% in più

Come affrontare gli eccessi delle feste senza danneggiare la linea che cerchiamo di tenere sotto controllo continuamente? Abbiamo già affrontato il discorso proprio qualche giorno fa, proponendo un elenco di otto cibi che ci aiuteranno ad evitare un eccessivo accumulo di trigliceridi e colesterolo e sappiamo già che dopo le feste il buon kefir ci aiuterà a depurare il fegato e l'intestino.  Ma una ricerca ci fa notare qualcosa in più che forse è melgio tenere in considerazione.


Sembra che, per non mangiare troppo, sia bene non bere vino (o berne molto poco) prima dei pasti. I ricercatori hanno studiato gli effetti del vino sull’appetito riscontrando che bere mezza bottiglia di vino spinge a consumare fino al 25% in più di cibo. I ricercatori hanno sottoposto diversi soggetti a test, nei quali è stato offerto loro un pranzo per verificare se il consumo di cibo variasse al consumo di alcol come aperitivo o durante il pasto.

Nel primo test, ai partecipanti venivano fatti bere 375 ml (circa tre bicchieri) di Cabernet Sauvignon 20 minuti prima del pasto, mentre nel secondo, che consisteva nella “co-ingestione”,  ai partecipanti venivano fatti bere 125 ml (un bicchiere) dello stesso vino durante il pasto. E’ emerso che dopo l’aperitivo il pranzo, in cui i soggetti potevano mangiare quanto volevano, era molto più abbondante, con i soggetti che mangiavano in media il 25% in più.

Così anche nel caso di vino bevuto durante il pasto, anche se l’aumento in questo caso è leggermente minore, il 22%. Insomma, è il caso di fare attenzione durante le feste a non alzare troppo il gomito se non si vuole iniziare l’anno con troppi chili in più, anche se non va dimenticato che il vino, in quantità moderata, ha anche effetti benefici.

domenica 27 dicembre 2015

Stomaco, gli oli essenziali per curare molteplici disturbi

STOMACO

Disturbi di stomaco in generale, inalazione secca (uno o più oli): Angelica, Anice, Camomilla romana, Canfora, Cardamomo, Coriandolo, Finocchio dolce, Lemongrass, Mandarino, Melissa, Menta piperita, Vaniglia, Verbena odorosa, Zenzero .

Disturbi di stomaco in generale, massaggio (uno o più oli): Achillea, Anice, Arancio dolce, Cardamomo, Coriandolo, Finocchio dolce, Galbano, Menta piperita, Nardo, Noce moscata, Pepe nero, Zenzero,


Disturbi di stomaco in generale, uso interno: Achillea, Angelica, Anice, Camomilla romana, Cardamomo, Coriandolo, Finocchio dolce, Lemongrass, Limone, Menta piperita, Vaniglia, Zenzero.

Per favorire la digestione, inalazione secca (uno o più oli): Alloro, Angelica, Anice, Cannella foglie,
Cardamomo, Coriandolo, Finocchio dolce, Lemongrass, Limone, Menta piperita, Origano, Rosmarino, Salvia, Vaniglia, Verbena odorosa, Zenzero.

Per favorire la digestione, massaggio (uno o più oli): Achillea, Arancio dolce, Cardamomo, Coriandolo, Finocchio dolce, Issopo, Limone, Mandarino, Menta piperita, Nardo, Noce moscata, Rosmarino, Zenzero.

Per favorire la digestione, uso interno: Achillea, Angelica, Anice, Cardamomo, Coriandolo, Finocchio dolce, Limone, Menta piperita, Rosmarino, Vaniglia, Zenzero .

Per stimolare l'appetito, inalazione secca (uno o più oli): Alloro, Basilico, Bergamotto, Coriandolo,
Finocchio dolce, Ginepro bacche. Origano, Salvia, Timo rosso, Zenzero .

Per stimolare l'appetito, massaggio (uno o più oli): Angelica, Bergamotto, Coriandolo, Finocchio
dolce, Ginepro bacche, Issopo, Mandarino, Salvia, Zenzero.

Per stimolare l'appetito, uso interno: Basilico, Bergamotto, Coriandolo, Finocchio dolce, Ginepro
bacche, Mandarino, Menta piperita, Zenzero.

Contro il vomito conviene ricorrere in particolare all'inalazione secca: Anice, Cardamomo, Coriandolo, Legno di Rosa, Melissa, Menta piperita.

giovedì 3 dicembre 2015

Pietre e cristalli, Zircone

Certe correnti mistico-magiche Cristiane associano lo Zircone all' Angelo Guardiano Tsuriele e al discepolo Simone.

ZIRCONE
Caratteristiche: silicato di zirconio; sistema tetragonale; cristalli prismatici o bipiramidati, ma anche granuli arrotondati; colori: rosso-bruno, bruno grigio, verde oppure incolore e varietà gatteggianti. Può essere confuso con la cassirite e con la vesuviana

Proprietà: è indicato per chi ha problemi di sonno; scaccia i pensieri malinconici. Portando sempre con sè questa pietra si tiene lontana la sfortuna.

Disturbi: aiuta la milza nelle sue funzioni; rafforza il sistema endocrino e combatte le malattie della pelle; stimola l'appetito
Associazione con i chakra: terzo


venerdì 18 settembre 2015

Finocchio, olio essenziale

Nome botanico: Foeniculum vulgare
Famiglia: Ombrellifere
Provenienza: bacino del Mediterraneo
Estrazione: dai semi
Profumo: dolce. che ricorda l'anice, pungente
Azione energetica: yang
Pianeta governatore: Mercurio
Proprietà: aperitivo, digestivo, depurativo, diuretico, tonico, galattogeno (stimiola la secrezione lattea), antispastico, regolarizza le mestruazioni, lassativo
Principali indicazioni: inappetenza, aerofagia, cattiva digestione, meteorismo, colite, singhiozzo, insufficenza della secrezione lattea, amenorrea, distubi della menopausa, cellulite, edemi, rughe
Precauzioni: utilizzare dosi modeate; evitarlo nei bambini, nei soggetti epilettici e in gravidanza


Il finocchio fa parte delle "quattro semenze calde", con l'anice, il carvi e il cumino. Nell'antichità a questa pianta si attribuivano importanti doti terapeutiche, come quella di migliorare la vista, assumendolo sotto forma di succo che sgorgava dalla pianta; l'infuso di semi favorisce la digestione e ha azione carminativa, nelle puerpere stimola la produzione del latte; masticarne i semi stimola l'appetito, ma tradizionalmente al finocchio vengono attribuite anche proprietà dimagranti.

L'essenza è tonica e stimolante, efficace in tutti i disturbi dell'apparato digerente: nausea, singhiozzo, dispepsia, aerofagia, meteorismo, stipsi, colite. L'intestino, con la sua funzione di organo in interscambio tra l'interno e lesterno, è un organo governato da Mercurio, il dio messaggero che mette in comunicazione un piano con l'altro. Il finocchio, pianta mercuriana, ha una spiccata e benefica azione sull'intestino, in quanto regolarizza la peristalsi, eliminando le contrazioni troppo forti e stimolando quelle troppo deboli.

Contiene un ormone vegetale ad attività estrogenica, che spiega la sua azione a livello dell'apparato sessuale femminile; regolarizza le mestruazioni insufficienti, riduce la ritenzione di liquidi nel periodo premestruale, in menopausa stimola la produzione di ormoni, durante il periodo dell'allattamento qualche goccia massaggiata sul seno riduce la tensione mammaria. I fitormoni in esso contenuti svolgono un'azione stimolante sulla pelle, in presenza di rughe, pelle opaca, asfittica o grassa.

Ha azione diuretica, facilita l'eliminazione dell'acido urico, si combina bene con essenze quali il ginepro o il cipresso nel massaggio linfodrenante per la cellulite o gli edemi.Combatte gli effetti tossici dell'alcool nell'organismo; una o due gocce massaggiate sulle tempie danno sollievo al mal di testa conseguente a un eccesso di bevande alcoliche.


venerdì 11 settembre 2015

Coriandolo, olio essenziale

Nome botanico: Coriandrum sativum
Famiglia: Ombrellifere
Provenienza: Mediterraneo orientale
Estrazione: dai semi
Profumo: dolce, fresco, speziato
Azione energetica: yang
Pianeta governatore: Mercurio, Marte
Proprietà: digestivo, analgesico, antispastico, afrodisiaco, antifermentativo, stimolante, battericida
Principali indicazioni: digestione lenta, meteorismo, fermentazioni intestinali, intossicazioni, stanchezza, reumatismi, dolori muscolari, stati febbrili


Il coriandolo è una piccola pianta erbacea che ricorda il prezzemolo, nota fina dall'antichità: i suoi semi furono trovati anche nelle tombe egizie e infatti pare che la qualità migliore provenisse proprio dall'Egitto. Il nome della pianta deriva dal greco koros, che significa scarafaggio. Infatti quando è fresca emana un odore sgradevole, che però migliora con l'invecchiamento. La medicina antica ne conosceva le virtù e lo indicava sotto forma di infusi, per stimolare l'appetito, curare lo stomaco e il fegato, per attenuare le conseguenze di un eccessivo consumo di bevande alcoliche, per la diarrea e gli stati febbrili. Per i Greci aveva fama di inibire il desiderio sessuale, mentre in Oriente era ricercato per le sue capacità inebrianti e afrodisiache.

Gli Egizi aggiungevano semi di coriandolo al vino per aumentare lo stato di ebbrezza. L'essenza di coriandolo condivide con altre piante appartenenti alla sua stessa famiglia, come il cumino o il finocchio, una particolare affinità per l'apparato digerente. Stimola le funzioni digestive e combatte le fermentazioni intestinali. E' inoltre leggermente riscaldante, analgesico e stimolante, caratteristiche che lo rendono utile, per massaggi o bagni, in caso di dolori, raffreddore, stanchezza. Come per altre essenze a piccole dosi esercita un effetto stimolante, a dosi maggiori deprime il sistema nervoso. Se ne consiglia l'uso moderato.


mercoledì 1 luglio 2015

Laminaria Saccharina: Combatte obesità e cellulite | Salute

Le laminarie sono alghe brune o Feoficee, dal greco phoiòs (bruno) e phycos(alga), e crescono sulle rocce sottomarine della costa atlantica d'Europa e del Nordamerica. La laminaria, della famiglia delle Laminariacee, è lunga fino a 2-3 m e pesa circa 2 kg. La crescita è rapida durante tutto l'anno e si arresta solo in estate. Amano le acque fredde con un notevole ricambio idrico dovuto alle maree o alle correnti.

La riproduzione è simile a quella delle felci: i gameti maschili, liberati nell'acqua, raggiungono l'ovulo per mezzo di flagelli o ciglia vibratili e lo fecondano, dallo zigote ottenuto si forma il nuovo tallo (fusto). L'alga si attacca alla roccia per mezzo di speciali radici, chiamate rizoidi. Il fusto è diviso in frammenti a forma di nastro (fronde), che variano in forma e misura secondo le specie. Queste si distinguono esaminando il loro stipite. Per esempio, lo stipite della L. socchorino, detta cintura di Nettuno, è corto e cilindrico; la fronda, verde oliva scuro, ondulata ai margini, è persistente e cresce ogni anno a livello della base.

La L. digitoto possiede uno stipite lungo e flessuoso, una fronda spessa, verde oliva, macchiata di bruno. La L. hyperboreo possiede uno stipite grosso e rugoso. Nessuna di queste tre alghe è dannosa, anzi sono ricche di sali minerali, oligoelementi, vitamine, e ciò giustifica le numerose applicazioni medicinali e la loro utilizzazione per uso farmaceutico e alimentare (eccipienti e addensanti).
Con una miscela di queste alghe, pressate ed essiccate, si prepara il kombù, usato nella composizione di moltissimi piatti orientali.

La laminaria contiene alginati (gelatina vegetale che si ricava dalle alghe), carboidrati, minerali (specialmente iodio, fosforo, calcio e sodio) e vitamine A, B, C, D, E. Gli alginati, quando assorbono acqua, aumentano fino a sei volte il loro volume, provocando così nello stomaco una sensazione di sazietà, molto utili nelle cure contro l'obesità per calmare l'appetito. Richiamando acqua nell'intestino producono anche un effetto emolliente e lassativo di tipo osmotico. Le laminarie, come altre alghe, grazie al loro contenuto di iodio, tonificano e stimolano il metabolismo basale accelerando il ricambio con una conseguente azione dimagrante; perciò sono indicate per gli obesi e per chi soffre di ipotiroidismo. Ottime anche per combattere la cellulite.

venerdì 15 maggio 2015

Usi e proprietà del Fieno Greco

Dal nome non sempre si evince il luogo di appartenenza, perchè infatti il fieno greco non è originario della Gcia, ma dell'Asia. Piuttosto dovrebbe farci riflettere il suo nome botanico Trigonella foenum graecum. Trigonella appunto in greco riporta alla forma dei semi, che hanno tre lati. Il fieno greco è particolarmente apprezzato per le sue proprietà medicinali e nutrizionali.

Ben lo conoscevano gli antichi, infatti Egizi, Romani, Greci ne sfruttavano le qualità nutrizionali, in quanto ha proprietà toniche, ricostituenti e rinvigorenti. Gli sportivi lo conoscono bene poichè aiuta ad accumulare proteine nei muscoli, contribuendo all’aumento del volume della massa muscolare e della relativa potenza. Stimola l’appetito perché le sue sostanze vanno ad agire direttamente sull’area del cervello che controlla la sensazione della fame.Contiene vitamine A, B e C, proteine, fibre, ferro e calcio.

Tra l'altro è contribuisce anche in certi disturbi femminili, è infatti antianemico, quindi fa benissimo per  l’anemia della donna in gravidanza, e per le donne che hanno appena partorito perché stimola la produzione del latte. Regolarizza le mestruazioni, allevia i dolori mestruali, nella menopausa allevia le vampate di calore e contrasta l’osteoporosi.

Una delle caratteristiche che però andrebbe da tutti tenuta in somma considerazione è la capacità di normalizzare il livello di zucchero nel sangue e quindi è di aiuto nei casi di diabete,  abbassa il livello di trigliceridi e il livello del colesterolo LDL aumentando il livello del colesterolo HDL. Protegge l’intestino dalle ulcere. Non tutti sanno che il fieno greco ha effetti ipoglicemizzanti e può avere controindicazioni per soggetti diabetici che utilizzano l’insulina. Bisogna comunque tenere presente che il suo elevato apporto calorico potrebbe portare ad indesiderati aumenti di peso. Perciò la sua assunzione, va sempre  combinata con una costante attività fisica.

Per ciò che concerne il dosaggio: se in capsule 3-4  al giorno un po’ prima dei pasti,  se in estratto fluido si possono assumere 70-100 gocce al giorno. Il fieno greco si trova anche in semi oppure in polvere.  Con i semi di fieno greco si possono preparare decotti e infusi. Per preparare un decotto al fieno greco occorrono:  1 l di acqua,   2 o 3 cucchiai di semi di fieno greco. Versate l’acqua in un recipiente metallico e aggiungete i semi, fate bollire per almeno 15 minuti, poi spegnete, filtrate, lasciate intiepidire e bevete, dolcificando a piacere.

Per esaltare le caratteristiche depurative del decotto è opportuno berlo al mattino. Avendo un sapore e un odore molto intensi, chi lo assume può riscontrare la presenza del suo odore nel sudore e talvolta anche nelle urine.


giovedì 19 febbraio 2015

Centaurea, usi e proprietà

La centaurea,  Centaurium erythraea,  si utilizza per diversi disturbi e per le sue molteplici azioni, fra cui la stimolazione dell'appetito e la digestione. È anche impiegata come tonico generale, contro la stanchezza, come diuretico, o in applicazione locale come antisettico.

Uso interno: stimola la digestione, grazie alle proprietà aperitive e febbrifughe. Tonico del fegato e della bile, calmante, diuretico, sedativo dell'apparato digerente, vermifugo, depurativo.

Uso esterno: svolge anche un'azione cicatrizzante. È un antisettico locale.


Si consiglia alle persone convalescenti per la ripresa del peso corporeo. Ottima per contrastare la perdita di appetito temporanea, i problemi digestivi e gastrointestinali lievi. Favorisce le secrezioni del fegato e dello stomaco. Per la presenza di sostanze amare stimola l'attività a carico dello stomaco in modo riflesso, favorendo così la secrezione dei succhi gastrici. Buon un tonico generale contro la stanchezza. Combatte i parassiti intestinali, previene i calcoli biliari, i problemi epatici e le emicranie.

Applicata localmente come antisettico, è utile anche per eliminare i pidocchi o combattere la caduta dei capelli. La genzianina, un composto alcaloide, le conferisce eccellenti proprietà antinfiammatorie. In alcuni casi di diabete, la centaurea viene impiegata come stimolante del pancreas.

Il primo ad utilizzarla fu, secondo il mito, il centauro Chirone per curare una ferita al piede prodotta da una freccia avvelenata scagliata da Ercole. Da quel momento, la pianta venne ritenuta magica. I Galli la utilizzavano come antidoto contro i morsi di serpente e come febbrifugo, ma la usavano anche i discepoli di Ippocrate, tra il V e IV secolo a.C.


In fitoterapia, si utilizzano principalmente le sommità fiorite essiccate. Contiene:  eterosidi amari tra cui l'eritaurina; la sweroside viene trasformata in genzianina nell'organismo e ha proprietà sedative. Polifenoli: acidi fenolici e flavonoidi che svolgono un'azione febbrifuga. Alcaloidi: genzianina. Triperteni. Simile alla genziana, la centaurea minore contiene diversi principi amari, lattoni, acidi organici, derivati fenolici e anche un alcaloide come la genzianina.

Dosaggio

- Infuso: un grammo di fiori secchi in una tazza di acqua bollente. Consumare tre tazze al giorno. Per l'inappetenza, si raccomanda di bere l'infuso da una mezz'ora a un'ora prima del pasto. Per favorire la digestione, bere l'infuso appena dopo il pasto. Il trattamento non deve superare i dieci giorni. Per attenuare il sapore amaro dell'infuso, è possibile zuccherarlo utilizzando del miele.
 - Applicazione locale: decotto da preparare utilizzando da 30 a 50 g di fiori secchi per litro di acqua. Lasciar bollire da due a tre minuti. Eseguire da una a due frizioni al giorno per combattere i pidocchi o contrastare la caduta dei capelli.
- Tintura madre: versare 30 gocce in un bicchiere di acqua, da una a tre volte al giorno. - Come polvere: compressa da 0,25 g da assumere al momento dei pasti, da due a quattro al giorno.
- Lozione: su compresse di garza per curare ulcere su gambe, ferite atone o contrastare la caduta dei capelli.
- Vino di centaurea: contro l'anemia e le convalescenze tardive, versare 60 g di centaurea minore in un litro di vino. Lasciar macerare otto giorni, passare, poi filtrare. Chiudere con un tappo e conservare al fresco. Berne un bicchiere prima dei pasti.

Non deve essere consumata da persone che soffrono di ulcera gastrica o duodenale. Ne è sconsigliato il consumo anche alle donne incinte o che allattano. La centaurea minore è controindicata anche nei casi di infiammazione del tratto intestinale. Non va utilizzata nei bambini e nei ragazzi di età inferiore ai 18 anni (in base alle raccomandazioni dell'Agenzia europea del farmaco).



lunedì 31 marzo 2014

Dimagrire e curare le emorroidi con il peperoncino | Oggi nella mia rubrica

Scoprire i benefici del peperoncino è affascinante, questo aiuta a sfatare molte false credenze che lo hanno ghettizzato e relegato a ruoli minori. Credo infatti che molti non sappiano che il peperoncino è un toccasana per coloro che soffrono di emorroidi, mentre altri gioiranno nell'apprendere che la sua capacità di accelerare il metabolismo aiuta a dimagrire. Vediamo come.
Cura delle emorroidi: contrariamente a quanto si crede, il peperoncino aiuta la “gestione” delle emorroidi facendo sparire, nel giro di poche settimane, congestione e dolore. Accade perché la capsaicina migliora la peristalsi intestinale impedendo la stipsi che è uno dei nemici delle emorroidi. Inoltre, ha un effetto anti-infiammatorio e antitrombotico agendo esattamente come i farmaci anti-infiammatori che, in genere, vengono utilizzati. L’azione terapeutica è dovuta anche alla vitamina K2 che è antiemorragica e alla capacità caratteristica del peperoncino che per “chiudere” le ferite “chiama in soccorso” le piastrine, la fibrina e tutti i materiali di riparazione. Si ottiene così un aumento di sangue nelle zone interessate fino alla cicatrizzazione. Ecco perché i medici ne consigliano il consumo giornaliero con dosaggio soggettivo da affiancare alla terapia tradizionale. Per dimagrire: con il peperoncino si può dimagrire. Ne sono convinti i professori Hanry ed Emery che sulla rivista scientifica “Human Nutrition” hanno pubblicato uno studio dal titolo “Effetti degli alimenti piccanti sul metabolismo basale”. A conclusioni simili è arrivato anche un gruppo di ricercatori dell’Università della Tasmania. Secondo questi studiosi la capsaicina contenuta nel peperoncino accentua il consumo di calorie fino al 15%. Così, ad esempio, un piatto di spaghetti che di solito fornisce 350 calorie, scende a meno di 300 quando si aggiunge il peperoncino. Analoghe conclusioni nel recente studio svolto presso la Purdue University di West Lafayette, in Indiana, da Richard Mattes e Mary Ludy: il peperoncino riduce l’appetito e agevola il processo di smaltimento delle calorie, oltre a facilitare la digestione degli alimenti.
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