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lunedì 11 luglio 2016

Il fiore amato da Apollo: il Giacinto

Il fiore amato da Apollo: il Giacinto, un grappolo profumato dai colori diversi, che regala ai giardini, ai balconi e alle case un tocco di colore e di anticipi di bella stagione.

Il fiore amato da Apollo: il Giacinto

Il Giacinto ha un profumo che mi inebria, e la sua consistenza a grappolo, così carnosa, mi fa pensare ad un materasso di petali. Giacinto era un giovinetto amato da Apollo, ma un giorno, mentre insieme giocavano al lancio del disco, Giacinto fu accidentalmente colpito da quello lanciato dal dio e morì, dal suo sangue nacque questo splendido fiore.

Il Giacinto può essere piantato in giardino, sempre prima dell'arrivo delle gelate, ma si presta molto bene anche ad essere coltivato in casa. La sua particolarità è che può essere indotto a fiorire (“forzatura”), in casa durante l’inverno. E questa fioritura anticipata ci regala uno spicchio anticipato di primavera…

Fiorisce una volta all’anno ma pochi bulbi in fiore sono sufficienti a profumare un’intera stanza (se avete un olfatto sensibile, vi renderete conto che è anche alla base di molti profumi). I colori sono i più vari: blu, rosa, lavanda, violetto, fucsia, e persino giallo e arancio. Non solo.

Ultimamente è possibile trovare anche bulbi di giacinto “multiflora”, ovvero che producono da un unico bulbo due “fiori”: le infiorescenze sono un poco più piccole di quelle singole, ma ancora più decorative e “piene”. Al momento dell’acquisto, per sapere se avete trovato un giacinto multiflora, basta osservare attentamente sbirciando all’interno delle foglie. Se ci sono due steli invece di uno, avete fatto bingo.

In casa il giacinto si può coltivare anche in acqua (ovvero in “idroponica”): se comprate i bulbi in autunno, questo permette di assistere al miracolo della fioritura “in diretta” e ad ottenere una fioritura anticipata. Sia in vaso che in acqua (nel loro bravo vasettino dal collo stretto), scegliete quelli con la spiga floreale già ben in vista (quindi forzati): in pochi giorni si apriranno, donandovi l’annuncio della primavera decisamente anzitempo.


giovedì 30 giugno 2016

Il ragno rosso: combatterlo in modo naturale

Il ragno rosso: combatterlo in modo naturale non è impossibile, anzi, vi sono rimedi naturali molto economici e altrettanto efficaci contro questi rossi invasori.


Chiunque abbia la passione delle piante lo incontra, soprattutto con l'arrivo della primavera e il comparire dei primi caldi. Si tratta del ragno rosso ovvero il trombidium holosericeum e lo troviamo sui balconi che cammina allegro e veloce sulle piastrelle e sulle nostre piante: che fare? Usare la natura per contrastarlo, non ci sono dubbi. In  verità questo animaletto non appartiene alla famigliola dei ragni, è un acaro, innocui per noi, per gli animali e per la salute delle piante. Però è invasivo.


La temperatura ideale per questi ragnetti è 20° poi quando il caldo si fa più intenso spariscono, vanno in letargo e ricompaiono la primavera successiva. A loro piace stare in gruppo e così si muovo in team sui balconi, le terrazze e a volte anche nelle nostre case: si nutrono di larve quando sono piccoli e in età adulta di escrementi di uccelli. Si deve però stare atenti a non schiacciarli poichè il loro colore rosso che rivela la presenza di carotenoidi macchia in maniera indelebile.


Ma come evitare la loro invasione? La natura ci offre diversi rimedi, uno di questi è l'aglio, che come abbiamo già visto, si rivela essere un veroe  proprio insetticida naturale. Basta mettere qualche spicchio di aglio schiacciato in mezzo litro di acqua bollente, lasciar bollire per circa 15 minuti e far raffreddare. Ponete tutto in uno spruzzino e spruzzate le piante invase dai ragnetti.
  
Dato che i ragnetti non amano l'umidità potete spruzzare anche muri e davanzale e aumentate le irrigazioni in giardino.Ricorrete anche  all’argilla espansa: stendetene uno strato sul fondo dei vasi. L’argilla tratterrà l’umidità e li lascerà scappare via in un baleno.

Utilissimo il sapone di Marsiglia, lasciatene sciogliere piccole quantità nell’acqua calda, fate raffreddare e poi spruzzate sulle piante.

Il ragno rosso  ha anche un nemico naturale, si tratta dell’acaro phytoseiulus persimilis. Lo trovate nei negozi specializzati, e viene utilizzato come antiparassitario naturale nelle coltivazioni. Una volta diffuso nelle piante del vostro giardino, si preoccuperà di tenere sotto controllo la proliferazione dei ragni rossi.

Come l'aglio e il sapone di marsiglia funziona anche l'olio essenziale di rosmarino,  disciolto nell’acqua di un nebulizzatore oppure potete anche piantare direttamente un rametto di rosmarino accanto alle piante infestate.

Oppure provate con questo composto fai da te:  mescolate 1 cucchiaino di detersivo ecologico per i piatti e 1 cucchiaino di olio vegetale in 1 litro di acqua. Agitate bene prima dell’uso e poi spruzzate sulle piante.

sabato 28 maggio 2016

Coccinelle: le Piante per attirarle

Coccinelle: le Piante per attirarle, in giardino o sul balcone. Più coccinelle meno diserbanti o pesticidi, meno afidi, cocciniglie e altri parassiti. Oggi scopriamo come fare per attirale e farle vivere felici.


Di solito salutiamo l'arrivo delle coccinelle come portafortuna o come buon auspicio per l'arrivo di buone notizie, ma tutti coloro che vogliono sbarazzarsi dei pesticidi sanno molto bene che le coccinelle sono una presenza davvero benefica nei giardini e sui balconi. Esse infatti son ghiotte di afidi, cocciniglie, delle loro uova di altri parassiti che si nutrono delle parti verdi delle piante. Perciò per assicurarsi la loro presenza si possono piantare alcune specie di piante per attirarle e assicurarsi che rimangano a farci compagnia. Vediamo quali. 



Tarassaco (Taraxacum officinalis): noto in erboristeria per le sue proprietà diuretiche e medicamentose e ottimo nelle insalate farà la vostra felicità e quella delle coccinelle.
Calendula (Calendula officinalis): emolliente e lenitiva, si presta alla preparazione di ottimi oleoliti, ha fiori dal colore caldo e aiuta alla lotta contro le zanzare. Le coccinelle vi ameranno per questo.
 Potentilla (Potentilla erecta): non richiede molte cure tranne che  un po' attenzione per imesi estivi perchè richiede il fresco. E' perenne e anche spontanea.
 Fiordaliso (Centayurea cyanus): attirano lecoccinelle sia per il bel colore azzurro che per il polline. Dà un tocco di colore al giardino e i suoi fiori sono ottimi per fare degli infusi da usare per la cura deglio occhi arrossati.
Geranio (Pelargonium sp.): oltre ad essere molto ornamentale e a non richiedere molte cure tutti sappiamo che tiene lontane le zanzare, attira invece lepidotteri e coleotteri oltre alle colorate coccinelle.

Menta (Mentha officinalis): non può mancare nè sul balcone e nemmeno in giardino, per i tanti usi sia in cucina che per la realizzazione di tisane o bevande fresche. Inoltre vi regalerà un profumo inconfondibile oltre alla presenza delle amiche rosse a puntini neri.
Gelso (Morus L.):  non può mancare in un giardino per la generosità con cui vi darà i suoi dolcissimi frutti, che sono una miniera di nutrienti.
Aglio (Allium sativum): coltivato da voi sarà ancora più buono nei vostri piatti, per non palrale delle sue proprietà curative fra cui quella di abbassare la pressione sanguigna.
Prezzemolo (Petroselinum crispum): ottimo in cucina e in fitoterapia è una bella pianta ornamentale.
Aneto (Anethum graveolens): le piccole foglie possono essere utilizzate per insaporire piatti ed insalate o realizzare saporite salse. Utile anche nella consociazione con i cetrioli.

lunedì 2 maggio 2016

Il croco: simbolo di passione e amore

Il croco: simbolo di amore e passione sensuale è un fiore che ben si presta ad arricchire di colore le aiuole, i giardini e i balconi. Perciò se volete che la primavera sbocci in casa vostra dovrete procurarvi per tempo i bulbi di questi bei fiori.


Eccomi qua, vediamo se quest'anno riusciamo ad abbellire i nostri balconi o per i più fortunati, il giardino, anticipandoci piantando bulbi di fiori che coloreranno la nostra primavera. Fra questi il croco, bello, armonioso e delicato esso simboleggia la passione e l’amore sensuale, non è un caso quindi che appartenga a quelle specie in grado di prosperare nei giardini rocciosi.


Il croco è un fiore molto versatile e si presta molto bene ad essere coltivato tanto in aiuola quanto in vaso su balconi e terrazze cui non mancherà di dare un tocco di raffinatezza e di colore. E l’autunno è il periodo giusto per mettere a dimora i cormi (tipi di bulbo) da cui nascerà la pianta fiorita. Più precisamente, da Settembre fino a Novembre possono essere piantati i crochi a fioritura invernale-primaverile (crocus aurens, crocus bifloreus, crocus angustifolius) che sbocceranno già a fine febbraio, mentre per quelli a fioritura autunnale bisognerà aspettare il mese di Luglio.

I cormi andranno interrati a 5-7 cm di profondità e possono essere esposti sia in penombra che in pieno sole purchè il terreno sia ricco di materiale organico e venga mantenuto sempre umido. Le innaffiature dovranno essere costanti, ma moderate in modo da evitare ristagni idrici. Curiosità: dagli stimmi del crocus sativus si ricava lo zafferano, la preziosa spezia viene usata sin dall’antichità anche per tingere i tessuti del tipico colore giallo-arancio e che oggi è alla base di tante gustose ricette.


sabato 27 febbraio 2016

Piante: contro i Parassiti un Infuso di Edera

Prendersi cura delle proprie piante in maniera del tutto naturale è sempre la scelta migliore rispetto all'uso di sostanze chimiche. Per liberarle e proteggerle dai parassiti e dai loro pericolosi attacchi potete preparare un ottimo infuso di edera. Come fare? E' molto semplice: tagliate qualche ramo di edera, spezzetatelo e  mettetelo a cuocere in un litro di acqua bollente per qualche minuto, come si fa normalmente per i classici infusi. Al termine della bollitura, coprite la pentola con un coperchio e lasciate in infusione per una giornata intera, filtrate e poi ponete il liquido in un vaporizzatore.

Con il vaporizzatore inumidite uniformemente le foglie da trattare e poi versate l’infuso rimanente nel terreno, così che le radici della pianta possano assorbirlo gradualmente. In base alla necessità potete ripetere l’operazione 48 ore dopo, meglio se la sera, o comunque evitando le ore del giorno in cui la luce solare colpisce direttamente la pianta.

In capo a due settimane dovreste apprezzare i primi miglioramenti: la pianta attaccata dagli afidi, infatti, risulta molto più vitale, le foglie ancora attaccate ai rami libere dai parassiti e il colore molto più brillante. Se volete dare un ulteriore aiuto alle vostre piante e farle guarire meglio usate un composto naturale a base di fondi di caffè, cenere di legna e gusci d’uovo biologico tritati, mixati e posti direttamente nel vaso o nel terreno. Fate attenzione, tenete il preparato di edera per le piante lontano dalla portata dei bambini e degli animali domestici.




sabato 6 febbraio 2016

Le piante e la loro intelligenza

Ciò che ignoriamo delle piante è davvero tanto, soprattutto per ciò che concerne il loro modo di essere e il loro comportamento. Scambiamo per non vita un silenzio che invece ne è ricco. Le piante sono in grado di pensare, elaborare comportamenti spesso simili a quelli umani per autodifendersi. Sono le ultime frontiere della ricerca scientifica. Ecco un esempio, le piante mostrano una straordinaria capacità di sentire e di reagire alle diverse variabili ambientali: la luce, l’acqua, la temperatura, la struttura e le sostanze tossiche del terreno, i microbi. Infatti alcuni scienziati hanno scoperto che la punta delle radici delle piante, oltre a sentire l’umidità e la gravità del terreno, percepisce anche i segnali chimici in arrivo da altre piante, vicine. Così quando si accorgono che stanno per incontrare un ostacolo insuperabile o una sostanza tossica, allora cambiano strada prima di entrarci in contatto. Il pensiero le spinge verso una forma di sopravvivenza e di autoprotezione.


Proprio a Pisa, la Scuola sant’Anna di Pisa ha studiato, sempre a proposito dell’intelligenza delle piante, la loro reazione in caso di scarsa luce, quando ad esempio la giornata è nuvolosa. E' stato scoperto che la fotosintesi produce pochi zuccheri e questo crea un problema, molto rischioso per la stessa sopravvivenza, nel metabolismo della pianta. Così la pianta reagisce interrompendo la produzione di ormoni per la crescita,  risparmiando consumo di zucchero, preferendo concentrare il poco zucchero ricevuto per la difesa dalle malattie. È come se la pianta, attraverso l’elaborazione di un pensiero, scegliesse la difesa della vita tra la possibilità di interrompere la sua crescita e quella di non ammalarsi. E l’intelligenza la trascina verso la prima opzione.

Adesso la ricerca si pone un'altra domanda, relativa agli odori che esse emanano: sono casuali, o hanno un significato? Il profumo del gelsomino, del basilico, dell’erba appena tagliata che ci sembra così dolce, è l’equivalente chimico di un urlo? La risposta di una parte degli scienziati è sì, le piante reagiscono all’uomo che distrugge il loro habitat naturale. Anche con l’odore.

venerdì 29 gennaio 2016

Il DNA delle piante influenzato dalle inversioni del campo magnetico terrestre

Due ricercatori italiani, Massimo Maffei dell'Università di Torino e Angelo De Santis dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, hanno fatto una scoperta interessante che è stata pubblicata su Frontiers of Plant Science: in pratica in concomitanza con l'inversione dei poli magnetici, si sono verificati processi evolutivi specifici. 

Le inversioni dei poli si verificano in media ogni 300 mila anni, ma questo fenomento è piuttosto complesso perchè non è nè costante nè uniforme nello spazio. Tale fenomeno però protegge la Terra dal vento solare, ossia quelle particelle cariche provenienti dalla nostra stella, ma il suo ruolo non finisce  qui. La sua influenza si estende al mondo vegetale in due differenti modi.


Il primo, alterando il Dna: durante le inversioni di polarità tutte le forme di vita sono esposte a una più intensa radiazione cosmica, tale da produrre mutazioni genetiche che sono la base per l’emergere e la selezione di nuove specie. Il secondo, le piante, più che gli animali, sembrano essere ipersensibili alle variazioni del campo magnetico, perché dotate di sistemi di «magnetopercezione»: sono quelli che trasmettono i segnali al Dna, inducendo l’attivazione di numerosi geni e causando cambiamenti nei processi di accrescimento.

Questi cambiamenti possono alterare i cicli biologici, modificando per esempio le fioriture. Questo mutamento, ha forti ripercussioni sugli insetti impollinatori e quindi sui frutti che la pianta produce e, da ultimo, sulla forza di resistere alle pressioni della selezione naturale. Lo stress così ingenerato fa sì che solo le specie più fort, dotate di mutazioni vantaggiose, diventino quelle dominanti.

"Abbiamo analizzato i dati sulle variazioni del campo tra 86 e 276,5 milioni di anni fa ", spiega Maffe, "e li abbiamo incrociati con quelli sull’origine di nuove piante. Risultato: esiste una chiara correlazione tra i due fenomen".

sabato 23 gennaio 2016

Come riciclare l'acqua del condizionatore: risparmio e cura dell'ambiente

In estate sono molti coloro che utilizzano il condizionatore per deumidificare e rinfrescare l'aria delle proprie abitazioni. I condizionatori non sono amici dell'ambiente, ma da essi possiamo ricavare un bene molto prezioso: l'acqua demineralizzata, cioè quella che si forma quando c'è lo scmabio di calore fra l'aria dell'ambiente più calda rispetto al gas refrigerante che nel condizionatore passa da forma gassosa a liquida.  L'acqua demineralizzata non può essere utilizzata a scopo alimentare perchè non è potabile, ma può altresì essere impiegata  in casa per vari scopi. Tenete presente che per far sì che l'acqua sia pulita e non contaminata da batteri esterni è necessario manutenere il filtro del condizionatore.

Ferro da stiro: uno degli usi più comuni per riutilizzare l'acqua del condizionatore è nel ferro da stiro. Avrete due vantaggi: recupererete questo bene prezioso e allungherete la vita del ferro da stiro in cui non si formerà il maledetto calcare. Potete conservarla in delle taniche, se non avete un impianto con pompa di calore, per le vostre faccende durante il periodo invernale. Altro vantaggio: l'acqua del condizionatore vi aiuterà anche a smacchiare al meglio i capi a mano.


Sapone liquido per il bucato: con questo metodo non dovrete più spendere soldi per i detersivi perchè potetefarne uno voi con l'acqua del condizionatore. Mescolate un litro di acqua demineralizzata e tre cucchiai da cucina di scaglie di sapone di marsiglia, basterà agitare energicamente la miscela, per più giorni per più volte al giorno, fino a quando le scaglie non si saranno completamente sciolte. Anche qui altri vantaggi: avrete  un sapone liquido ideale per i capi delicati, a mano e in lavatrice, e lo potrete usare anche per l'igiene personale dei più piccoli, il tutto a costo zero.

Lavare la macchina: niente di più economico per la manutenzione della vostra automobile. Potete sfruttarla per rimboccare quella del radiatore o in alternativa nella vaschetta dei tergicristalli per la pulizia del vetro, oppure per lavare la macchina.

Irrigare le piante:  vi sono alcune piante che non hanno bisogno di un eccessivo nutrimento, ad esempio le piante grasse, in questo caso  l'acqua demineralizzata non crea nessun danno. Mentre se volete usarla per quelle più bisognose di cure vi consigliamo di miscelarla con la comune acqua di rubinetto o basta utilizzare dei prodotti appositi per il loro nutrimento.

Capelli: se avete un tipo di capllo che si posrca facilmente e non fate altro che cambiare shampoo senza trovare quello che fa pervoi, forse il problema si nasconde nell'acqua ricca di calcare che usate per lavarli. L'acqua demineralizzata è la soluzione che fa per voi, dopo averne raccolta a sufficienza mettetela in una pentola e fatela riscaldare alla temperatura che gradite. Poi con l'acqua riscaldata procedete con lo shampoo come fate di solito, usando shampoo e balsamo. Così tornerete ad avere dei capelli puliti e forti in poco tempo.

domenica 20 dicembre 2015

Agrifoglio e Pungitopo

Queste festività natalizie mi stanno riportando alla mente i ricordi della mia infanzia. Mi sono resa conto che molti di questi viaggi nel tempo, a Natali antichi, sono legati a piante significative.


Eccomi ancora a casa dei nonni, in versione invernale, imbacuccata nel mio cappottino con sciarpa incorporata che lasciava all'aria solo gli occhi, e stivali in gomma per la passeggiata nel bosco. Scopo: fare borraccina per il presepe e raccogliere agrifoglio e pungitopo da mettere in bella mostra  accanto alle altre decorazioni natalizie. Non fu facile all'inizio distinguere l'agrifoglio dal pungitopo, poi cominciò a farsi chiarezza: le foglie erano differenti, e anche le bacche. 
Si narra che gli antichi Romani portassero dei ramoscelli di agrifoglio durante i Saturnali, nei giorni che precedevano il solstizio invernale, perché li consideravano dei talismani. Infatti sostenevano che piantando l'albero nelle vicinanze della casa si tenevano lontani i malefici (usanza questa che poi si è tramandata fino ai giorni nostri). E probabilmente a ispirare questa funzione di amuleto vegetale è stato proprio il suo aspetto, con le foglie coriacee, accartocciate e pungenti. Il fatto stesso che sia un sempreverde ci dà l'idea di durata, sopravvivenza, e i suoi frutti rossi sembrano celebrare la rinascita del sole al solstizio. I suoi frutti, non commestibili per noi, sono una vera leccornia per gli uccellini, e con le sue foglie si proteggeva la carne salata da topi e dagli altri roditori, per questo fu anche chiamato pungitopo maggiore.

Alla stessa funzione fu destinato il pungitopo vero e proprio, che è un piccolo arbusto sempreverde che forma grovigli di vegetazione impenetrabile per la durezza delle false foglie. Per la sua somiglianza con l'agrifoglio, ha assunto lo stesso simbolismo, anzi spesso lo sostituisce a Natale.
E così ogni anno mi piace averne in casa almeno un ramoscello, sia dell'uno che dell'altro, in ricordo dei fasti degli antichi Romani e delle mie passeggiate nel bosco.





mercoledì 9 dicembre 2015

Da riflessante per capelli a infuso per pediluvio: altri usi del tè

Grazie alla millenaria tradizione cinese sappiamo che i capelli, dopo essere stati lavati normalmente, vengono risciacquati con a forte concentrazione per essere resi così, soffici e lucenti. Se ne raccomanda l'applicazione in sostituzione dei detergenti chimici, proprio per la sua assoluta innocuità e in favore del risultato, praticamente senza spesa alcuna.


Ma non è tutto, infatti un altro interessante uso delle foglie del tè, sempre tramandato dalla saggezza cinese, è quello dei pediluvi quotidiani da farsi proprio nel tè forte poichè si rivela essere un'efficace cura contro le micosi resistenti.

E ancora, le foglie di tè tengono lontane le zanzare, come? Provate a bruciarle proprio verso l'imbrunire, almeno un'ora prima di andare a letto. Predisponete in camera un piccolo vassoio metallico pieno di foglie di tè che, bruciando lentamente, terranno lontane con il loro aroma, le invadenti zanzare.

Ed infine, le foglie di tè utilizzate dopo l'infusione, possono essere usate come ottimo concime naturale per le piante da fiore sia in vaso che in giardino poichè ricche di carboidrati: un esempio? Se quotidianamente aggiungete alla terra dei vostri rosai, in corrispondenza delle radici, le foglie residue della vostra tazza di tè, avrete splendide rose con il vantaggio di renderle immuni dalle visite di insetti inopportuni.


mercoledì 4 novembre 2015

Olio di neem per le piante

Abbiamo visto quanto l'olio di neem possa essere utile anche per la cura dei nostri animali domestici, ma non possiamo dimenticare le piante. L'olio di neem infatti può venirci in aiuto come ottimo insetticida naturale e ovviamente atossico. La sua azione infatti rispetto ai comuni insetticidi è diversa: i parassiti delle piante infatti non cadono immediatamente stecchiti, perchè l'olio di neem ha il potere di scombussolare il loro sistema ormonale, facendo sì che essi smettano di nutrirsi, di riprodursi e volare.

Fra l'altro i parassiti tenderanno in ogni caso a stare alla larga dalle piante trattate  così che preverrete anche future infestazioni. Per fare uno spray naturale contro i parassiti, propongo qui una semplice ricetta.


Occorrente:
-5 ml di olio di neem
-1-2 ml di sapone insetticida o altro detergente, possibilmente sicuro per le vostre piante
-1 litro di acqua calda

Procedimento: mescolare l’acqua calda (40°C) con il detergente, poi aggiungere lentamente l’olio, sempre mescolando e avendo cura di controllare che si sciolga bene, riempite quindi uno spruzzino e agitare prima dell'uso

Questo spray va usato la sera o la mattina presto poichè altrimenti la luce diretta del sole e i raggi UV neutralizzano l'effetto del neem. Inoltre non esponete le foglie bagnate dalla soluzione direttamente al sole e un altro importante motivo è che durante il giorno sono presenti gli insetti buoni. Invece se l'olio si è asciugato, saranno i parassiti ad avere la peggio. IL modo migliore per ottenere il massimo dell'efficacia è nebulizzare in maniera uniforme sulla pianta e molto bene sotto le foglie, dove i parassiti tendono a nascondersi. Potete anche bagnare il terreno in modo che la pianta assorba il composto. Non usatelo sul terreno dove coltivate pomodori e cipolle che non lo gradiscono, in questo caso nebulizzate soltanto. Ricordate che nel caso l'infestazione sia cospicua la soluzione va spruzzata almeno una volta a settimana e, se piove usatelo più spesso.


martedì 11 agosto 2015

Tornare alla natura

L'uomo sembra far di tutto per allontanarsi sempre di più da quel famoso stato naturale che è l'unico in cui può vivere senza malessere. Tornare a essere quello che eravamo è impossibile, ma forse si può provare a essere più umili, più ingenui, più"primitivi"; si può, epr esempio, provare a chiedere alla Natura ciò che ci ha sempre offerto spontaneamente, soddisfacendo tutte le nostre necessità: la Natura ci ha offerto le piante, e con le piante riparo e protezione, e poi il cibo, le bevande, vesti e utensili, mezzi di trasporto.


E medicine, dalle droghe più potenti, capaci di modificare lo stato fisico e psichico, alle sostenze utili a curare, ad alleviare le sofferenze e a sconfiggere i mali che affliggono il nostro organismo. Le scienza dei "semplici", cioè di quei principi attivi che sono contenuti nei vegetali, dura quasi da quando l'uomo ha cominciato a scrivere la sua storia.

E' una scienza modesta, ma poi non tanto, e raccoglie come in un grosso volume il sapere, le tradizioni, le esperienze e le scoperte di alcuni secoli e di molte civiltà. Gli antichi sapevano che le erbe officinali hanno effetti certi sul corpo, ma sapevano altresì che hanno  poteri segreti e occulti sulla parte sconosciuta e immateriale dell'uomo.

A questo dovrebbe tornare a credere anche l'uomo moderno. Perchè per curarsi bisogna per prima cosa lasciarsi curare; e fare un piccolo atto di fede.

giovedì 30 luglio 2015

Hippomane mancinella, la mortale incantatrice

Ci sono alberi stupendi, alberi cosmici direi, che invitano a sedersi sotto le loro fronde, che hanno il tronco grande e nodoso, e rami ampi come braccia di giganti. Tuttavia alcuni di essi sono pericolosi e molto spesso noi lo ignoriamo a scapito nostro ovviamente. La macinella fa parte di questa schiera dannosa.


Il nome botanico è Hippomane mancinella e rientra nella lista nera degli alberi più pericolosi al mondo, anzi, il più pericoloso perchè il più velenoso. E' originaria delle Americhe, in particolare della Florida, Stati Uniti e America Centrale. E' però molto diffusa ai Caraibi e alle Bahamas, e non ci si può sbagliare, perchè la sua presenza è indicata da evidenti cartelli di avviso, per evitare che i passanti e i turisti possano avvicinarsi.

La mancinella è così velenosa che si consiglia di mantenersi ad una distanza di sicurezza di alcuni metri. Fate ben attenzione ai suoi frutti che somigliano a piccole dolci mele, perchè se ne mangiate vi ritrovate in men che non si dica al pronto soccorso. Cristoforo Colombo li aveva soprannominati  "piccole mele della morte", ed è solo la parte meno pericolosa della pianta. Tra l'altro il nome mancinella (piccola mela) è appunto di origine spagnola e si riferisce proprio ai frutti di quest'albero, che possono essere facilmente scambiati per mele commestibili.

Ma il nome Hippomane fa riferimento ai cavalli perchè sembra che li facesse  impazzire se si cibavano dei suoi frutti. Del resto si sa, i greci la sapevano lunga in fatto di parole ad hoc, hippos infatti significa cavallo, mentre manìa significa pazzia.  Inoltre Teocrito aveva indicato la mancinella come una delle piante utilizzate dalle maghe durante i propri riti segreti. Questo ci fa capire che gli effetti velenosi della mancinella sono dunque noti fin dall'antichità.

 La resina bianca di questo albero è molto caustica e velenosa. Una sola goccia può provocare una forte irritazione della pelle, con gonfiori, dermatite e bruciature. Anche le gocce di pioggia che provengono dai rami della mancinella possono danneggiare la pelle, altro motivo per non sostare sotto questo albero e per non appoggiarsi al suo tronco.

La corteccia non fa differenza, se la si  brucia provoca il rilascio di sostanze nocive che possono causare cecità temporanea, ma in alcuni casi permanente. Queste sue caratteristiche le hanno regalato il posto nel Guinnes dei Primati, posto per altro che detiene da tempo senza uguali.  Secondo una leggenda, una delle più tragiche morti provocate dal veleno della mancinella, riguardò il cercatore d'oro Juan Ponce de Leon, che fu colpito a morte dagli indigeni con una freccia avvelenata utilizzando la resina dei questo albero.

 Per fortuna, gli incidenti in tempi recenti sono rari, grazie alla presenza di segnali di pericolo. I turisti dovrebbero imparare a riconoscere questa pianta per non avvicinarsi mai al suo tronco e ai suoi rami durante le escursioni nella natura o le passeggiate sulle spiagge. In caso di pericolo, è bene rivolgersi subito a un medico e correre al pronto soccorso.



lunedì 20 luglio 2015

Lo Stramonio, fra divinazione e morte

Antico come il mondo, lo stramonio era usato dagli Aztechi e da altri popoli come pianta divinatoria. Lo sciamano o lo stregone, ne ingerivano foglie o semi triturati, poi cadevano in uno stato di trance durante il quale erano posseduti dagli spiriti. Al termine della trance, erano in grado di comunicare a tutta la popolazione i messaggi che gli erano stati svelati durante il sonno allucinatorio. Lo stramonio era anche usato nei riti di iniziazione, per avere visioni della vita futura dei giovani che passavano all'età adulta.


Era usato anche in Africa in alcuni riti nei quali veniva somministrato a ragazze filatrici di cotone, che poi, grazie ad un battitore di tamburo, ballavano una danza liberatoria. Presso alcune popolazioni indiane, parti della piana venivano considerate fondamentali, mischiate ad altri ingredienti, per la preparazione di un potente afrodisiaco che veniva utilizzato per amplificare ed accelerare il piacere femminile. In Europa lo stramonio, simbolo di inganno e depravazione, viene anche chiamato "erba delle streghe", a causa delle proprietà narcotiche e allucinogene sfruttate durante i sabba per avere visioni e compiere riti.

Secondo credenze pagane lo stramonio sarebbe stato utile nel riconoscere streghe e stregoni: "se venisse posta una pianta con fiore e frutto sul davanzale di una finestra, la strega che si trovasse a passar da quelle parti, non riuscirebbe più ad allontanarsi, catturata dall'odore irresistibile". Era usato anche da molti ciarlatani che, per vendere i loro "miracolosi" rimedi, lo somministravano a ignari avventori.

Lo Stramonio, è abbondantemente diffuso nelle regioni tropicali e rarissima in quelle artiche. Introdotta probabilmente in europa nella seconda metà del XVI secolo, in Italia cresce spontaneamente in quasi tutte le regioni, lungo le strade di campagna o in zone incolte.

Ha un fusto glabro, alto anche fino ad un metro, ramoso e biforcato, con grandi foglie lobate di color verde brillante. Il frutto, capsula globosa simile a una noce per dimensione e forma, ma ricoperta di spine, contiene al suo interno numerosi semi rugosi e reniformi che, verso ottobre, vengono liberati verso l'alto. I fiori sono di forma tubolare, ermafroditi, sono composti da 5 petali pieghettati e acumitati, di colore bianco con eventuali sfumature violastre. Di aspetto avizzito durante il giorno, i petali mostrano la loro bellezza aprendosi nelle ore notturne ma rilasciano un penetrante odore sgradevole che attira le farfalle notturne.

E' e rimane una pianta pericolosa poichè a causa degli alcaloidi contenuti (atropina, scopolamina e iosciamina), fiori, semi e foglie sono altamente tossici se ingeriti. Spesso parti della pianta vengono essicate e utilizzate sottoforma di tisana, fumate oppure ingerite per indurre stati allucinatori, ma la soglia tra questi e problemi molto più seri seri è piccola, a causa della varietà di concentrazione delle sostanze attive presenti nelle varie parti. Gli effetti collaterali si manifestano dopo circa 30-45 minuti dall'ingestione, i più comuni sono: secchezza delle fauci, prurito della pelle, ipersensibilità degli occhi verso la luce e dilatazione, a volte estrema e di lunga durata, delle pupille.

Non solo, altre reazioni sono: crisi di panico, capogiri e vertigini, eccitazione, delirio, comportamento aggressivo, difficoltà a urinare, ipotermia, follia, delirio, allucinazioni e, nei casi più gravi, depressione dei centri bulbari, ipotensione e coma. La durata degli effetti ha tempi molto variabili a seconda della quantità di sostanza ingerita e variano da alcune ore a 5-10 giorni. Negli avvelenamenti più gravi, la morte solitamente sopraggiunge per paralisi dell'apparato respiratorio.


giovedì 16 luglio 2015

Caldo e spossatezza? La Maca è un aiuto naturale

Siamo tutti spossati, questo infernale caldo che da qualche tempo perdura ci fa sentire una fiacchezza incredibile. Per aiutare il corpo ad affrontare questa spiacevole situazione possiamo ricorrere all'aiuto di una radice originaria dell'America Latina: la maca, già nota alle popolazioni precolombiane per le sue proprietà. Essa infatti è ricca di fitocomposti ricostituenti capaci di dare una mano all'organismo a resistere alle situazioni di fatica e stress migliorando sia l'efficienza fisica che quella mentale.

Questa proprietà della maca è dovuta ai suoi componenti: vitamine (B1, B2 e C), minerali (calcio, magnesio e potassio, iodio, ferro, rame e selenio), alcaloidi, tannini e saponine antiossidanti. Inoltre vanno citati i glucosinati quali antiradicali liberi. Sono proprio queste sostanze a rendere la maca utile a contrastare i cali di memoria e di umore, ma anche anemia e stato di debolezza aiutando il corpo a resistere alla fatica, ma soprattutto all'afa.

Dato che la maca contiene anche steroli vegetali, è utile per l'equilibrio ormonale alleviando le sintomatologie legate alla sindrome premestruale e alla menopausa.

Grazie al suo contenuto di iodio stimola la tiroide, attivando il metabolismo e riducendo il senso di fame.

Tra gli acidi grassi polinsaturi in essa contenuti, meritano di essere menzionati il macaene e il macamide che si sono rivelati essere ottimi nel tonificare le funzioni sessuali sia maschili che femminili.

Potete trovare la maca sia sottoforma di capsule che in polvere. Per la capsule se ne consiglia l'assunzione in numero di 2 al giorno alm attino a digiuno, mentre la polvere può essere aggiunta allo yogurt, ai muesli, al latte, ne basta un cucchiaino da tè non colmo. Da tenere presente che per il contenuto di iodio la maca non deve essere assunta in gravidanza, in caso di ipertiroidismo e ipertensione e, per il contenuto di steroli è vietata alle donne operate di cancro al seno.


sabato 11 luglio 2015

Il mix di fiori di Bach per i traumi: Rescue Remedy o Rimedio d'emergenza

Il Rescue Remedy o Rimedio di Emergenza è una miscela di fiori, costituita da Rock Rose, Impatiens e Clematis, Cherry Plum e Star of Bethlehem. Un “elisir”, un mezzo di pronto soccorso terapeutico in tutte le condizioni di emergenza, dal trauma fisico (per esempio un mal di testa) a quello psichico, e anche dal lutto, all’abbandono, alla perdita, agli esami da sostenere, al post partum.


Grazie a questo rimedio si hanno benefici immediati come la calma, la serenità, il sollievo, la sicurezza, il riequilibrio delle energie interiori nelle situazioni di stress o particolarmente impegnative. Inoltre, aiuta a ridimensionare la paura e il nervosismo. Il Rescue Remedy è indicato nelle situazioni di emergenza, per coloro che sono sotto shock o infortunati, o per le persone che vivono accanto a queste.

E' un rimedio universale e può essere utilizzato anche per le piante  (quando si rinvasa, si sposta o si trapianta, oppure anche quando la pianta ha sofferto uno stress termico o di scarsità di acqua) e per gli animali (quando hanno subito un trauma, sono impauriti, terrorizzati o prima di un intervento chirurgico). Mix floreale prezioso per coloro che soffrono di tachicardia e attacchi di panico (o poco prima o in corso), che hanno subito uno shock, che in macchina soffrono il traffico o per coloro che si sentono agitati prima di un impegno importante (colloquio di lavoro, esame, meeting, etc.).



martedì 23 giugno 2015

11 piante d'appartamento che purificano l'aria

I ricercatori della NASA sono stati i primi ad effettuare alcuni studi relativi al collegamento intercorrente fra piante d'appartamento e aria pulita. La ricerca ha avuto origine dalla necessità di purificare l'aria all'interno delle strutture spaziali. Dai risultati della ricerca è emerso le alcune piante possono migliorare la qualità dell'aria che respiriamo, eliminando le tossine nocive.  Dalla navicella spaziale al  salotto, ecco 11 piante d'appartamento che purificano gli ambienti interni.


1. Areca o palma di Betel: pulisce l'aria da benzene, monossido di carbonio, formaldeide, tricloroetilene, xilene .

2. Aloe vera: pulisce l'aria da formaldeide e benzene, che possono liberarsi da detergenti e vernici a base chimica.

3. Dracena marginata:  non mettetela in appartamento se avete animali domestici. Pulisce l'aria da xilene, tricloroetilene e formaldeide.

4. Chlorophytum comosum: è sicura per gli animali domestici. Pulisce l'aria da formaldeide, CO2 e xilene, un solvente utilizzato nelle industrie cuoio, gomma e stampa.

5. Ficus: pulisce l'aria da formaldeide, benzene e tricloroetilene, che di solito accompagnano tappeti e mobili.

6.Giglio della pace: pulisce l'aria da formaldeide, benzene e tricloroetilene.

7. Edera: pulisce l'aria da benzene, monossido di carbonio, formaldeide, tricloroetilene, allergeni e muffe.

8. Sanseviera trifasciata: pulisce l'aria da benzene e formaldeide, che è comune in prodotti per la pulizia, carta igienica, fazzoletti e prodotti per la cura personale.

9. Sempreverde cinese: proviene da foreste tropicali dell'Asia, e pulisce l'aria da benzene, monossido di carbonio, formaldeide, tricloroetilene

10. Pothos: pulisce l'aria da formaldeide, xilene, toluene, benzene e monossido di carbonio.

11. Chamaedorea: pulisce l'aria da benzene, tricloroetilene e la formaldeide.






mercoledì 3 giugno 2015

Oli essenziali, il loro significato per l'uomo

Le piante produttrici di oli essenziali, per il loro particolare rapporto con il calore, di cui rappresentano un vero e proprio "condensato", entrano in rapporto con l'uomo in una relazione improntata sul calore, cioè inducendo un processo che riscalda le funzioni organiche.

Nel mondo vegetale il centro dell'impulso calorico è esterno alla pianta ed è rappresentato dal sole. Nell'uomo invece la produzione di calore è interna ed è relativamente indipendente dalle condizioni esterne. Il calore che compenetra tutto l'uomo rappresenta il substrato dell'Io superiore (o del Sè), inteso come quell'entità unificante superiore ordinatrice di tutti i processi organici e psichici. Gli oli eterici, condensati e apportatori di calore, possono entrare in relazione terapeutica con l'uomo rinforzando l'organizzazione dell'Io, laddove questa risulti carente in qualche parte. 

L'Io umano è il principio individualizzante per cui ognuno è un essere unico che si esprime nella sua storia personale. Qui ci troviamo ad un livello spirituale, ed è qui che gli oli essenziali esplicano meglio la loro funzione. L'Io dell'uomo si manifesta nel corpo fisico come calore,  per esempio mani e piedi freddi, mostrano come l'uomo non riesca a compenetrare bene tutto il corpo il corpo con le sue forze individuali, in modo che restano dei punti freddi. Questo porta ad uno squilibrio che può diventare malattia

Le malattie infettive si manifestano quando i batteri o visrus possono proliferare per condizioni predisponenti nell'organismo ospite; spesso questo è dovuto ad un'incapacità dell'Io di compenetrare tutto l'organismo con il calore; nelle malattie croniche tale alterazione diventa ancora più profonda. In questo caso è possibile favorire la guarigione fornendo dall'esterno il "calore mancante" attraverso le essenze. Specialmente nella parte dell'anno povera di luce, bagni completi con gli oli essenziali permettono a questi, aggiunti nell'acqua, di passare in piccola parte nel sangue, portando all'interno dell'organismo la loro azione per stimolare i processi interni del calore, che si traducono poi nel senso di una individuale maturazione umana.


sabato 30 maggio 2015

La purezza, garanzia di efficacia degli oli essenziali

 Per essere pienamente efficaci, le piante devono provenire da luoghi di coltivazione favorevoli, ed essere state raccolte, preparate e conservate con cura. Ma purtroppo in commercio vi sono molte contraffazioni. Di conseguenza l'efficacia lascia a desiderare svalorizzando l'uso e la conoscenza degli oli.

La produzione delle essenze avviene con un rendimento molto basso, infatti per ottenere pochi grammi di essenza occorre una grande quantità di vegetale. Come difendersi dalle contraffazioni? Una piccola accortezza può essre quella di verificare se l'essenza in questione può essere assunta anche per via orale (in caso contrario è quasi sicuramente contraffatta) e se sono disponibili in commercio le acque aromatiche derivate dal processo di distillazione dell'olio. Infatti, queste acque, che conservano in sè le parti idrosolubili dell'essenza estratta per distillazione, costituiscono dei tonici molto salutari e pregiati da impiegare per la cura della pelle.

 Se la casa produttrice di olio essenziale non dispone delle corrispondenti acque aromatiche, dal momento che sicuramente non vengono buttate via, ciò fa fortemente sospettare che le essenze non vengano prodotte in modo non naturale. Inoltre è difficile che nella stessa azienda venga estratto un eccessivo numero di essenze diverse. Un'altra accortezza è informarsi, per quanto possibile, sulla serietà delle ditte podruttrici e cercare dei referenti seri, che siano in grado di comunicare notizie su questi dati di produzione: è un diritto dell'acquirente esigere che queste informazioni gli vengano date.


lunedì 11 maggio 2015

Giardino o balcone ecco le piante contro parassiti, mosche, afidi e zanzare

Sembra che l'estate sia arrivata, è improvvisamente arrivato il caldo, ma se da un lato questo risolleva il nostro umore, dall'altro constatiamo che nei nostri giardini pullulano parassiti e afidi, mosche e zanzare. Eppure madre natura può fornirici i rimedi attraverso i quali possiamo tenere lontane queste bestioline fastidiose, come? Attraverso altre piante, un mutuo aiuto da cui dovremmo prendere esempio.


Facciamo alcuni esempi: se avete piantato i pomodori e volete  tenere lontani i parassiti o mantenere sano il terreno su cui seminare anche altre coltivazioni, troverete molto utili alcune piante che si riveleranno non solo decorative, ma anche una vera e propria forza della natura contro afidi, pidocchi delle piante, mosche e zanzare.

Borragine: bella e decorativa grazie ai suoi fiori blu-viola a fomra di stella, la borragine se associata alle rose, vi permetterà di tenere lontani gli afidi. Ma non solo, i suoi fiori sono commestibili e danno un tocco di originalità ad insalate e dolci, mentre con le sue foglie si fanno infusi, ravioli dal gustoso ripieno e ottimi contorni

Crisantemi: facili da coltivare e di diversi colori, i crisantemi allontanano zanzare e mosche

Trifoglio: da tenere sempre  in ogni giardino, in alternativa a quello classico potete provare a coltivare quello a fiori rossi: in ogni caso vi permetterà di non far avvicinare gli afidi

Lavanda: funziona anche da deterrente per zanzare e mosche, potete fare un ottimo oleolito per massaggi, sacchettini odorosi per il guardaroba, sapone vegetale, e molto altro ancora

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